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CROCCANTE ALL’AMARENA

CROCCANTE ALL’AMARENA

In occasione della presentazione di Ricette Umorali domani 12 luglio alle 18 (Centro storico – Castelvenere), ad “AmoTe”, il festival di teatro di Amorosi (in provincia di Benevento), l’autrice Isabella Pedicini ci regala una frizzante ricetta.

Ingredienti: latte scremato reidratato, zucchero, olio vegetale, sciroppo di glucosio-fruttosio, amarene (6,5%), nocciole, succo di limone da concentrato, cacao magro in polvere, lattosio e proteine del latte, amido di frumento, farina di grano tenero, amelline, sciroppo di glucosio, albume d’uovo, cacao in polvere, emulsionanti (mono e di gliceridi degli acidi grassi, fosfatici di ammonio, lecitina di girasole), latte scremato in polvere, addensanti (arginato di sodio, farina di semi di carrube), succo di barbabietole concentrato, aromi, amido di patata, sale, zucchero caramellato, proteine del latte, coloranti (antociani). Tracce di frutta secca a guscio e arachidi.

Mica avete letto gli ingredienti qui sopra? Saltati a piè pari, vero? Una noia mortale. Se malauguratamante vi fosse scappato di leggerli, per dovizia filologica o per nevrosi generica, vi prego di cancellarli immediatamente con una biro blu, altrimenti non possiamo andare avanti. Fatto? Bravi. Sentite già che leggerezza.
E la chiamano estate quest’estate senza te. Non si tratta di un gingol per deteinati, ma di un pezzo romantico che il croccante all’amarena cantò per anni al croccante al cioccolato dopo la sua prematura scomparsa. La variante nera del più poetico e fucsia degli interni infatti, morso e rimorso improvvisamente morse. Per anni il croccante al cioccolato fu allontanato in gran silenzio, tutte le prove insabbiate sotto la stessa sabbia con la quale sotterrate le stecche di gelato in spiaggia. Svanito nel nulla, forse rapito, risucchiato in un buco nero. Definitivamente escluso dall’unica cosa al pari degli indici della Borsa e delle graduatorie dei concorsi pubblici: il tabellone Algida. Cartina geografica dell’estate, atlante papillo e gustativo di una nazione intera, panacea di tutti i mali. Da un tabellone all’altro, il croccante al cioccolato con l’editto bulgaro fu fatto a pezzi e gettato in un sacco in un fiume per risorgere poi, a distanza di anni, secondo le tipiche modalità da Beautiful. Il consiglio d’amministrazione dell’Algida è infatti lo stello della Forrester Creations. Terrorizzata dalle sorti del fratello eterozigota del mio gelato preferito, per anni ho fatto mia la causa della sopravvivenza del croccante all’amarena con l’attivismo del consumatore consapevole, ovvero consumando il gelato in maniera smodata (leggi no-stop) per far salire le sue quotazioni nella Wall Street del famigerato tabellone. Notte e giorno ho comprato croccante per scongiurare l’estinzione definitiva della specie finché un giorno, coi capelli color amarena e la faccia piena di noccioline, alla mia ennesima richiesta, il barista ha risposto: «Non c’è!». Come non c’è!? Ho fondato la lega per la salvaguardia e la conservazione del croccante! Non può aver fatto la fine del gemello al cioccolato!?
«Non c’è!», ha ribattuto seccato l’uomo dietro il bancone. Ma non è possibile!
«Invece è possibile signorina, siamo a gennaio, non abbiamo tutti i gelati a gennaio!». Sarà. Ma mi faccia vedere le convocazioni Algida dell’anno prossimo.
Il croccante espone nel padiglione Italia?
Solo la successiva resurrezione del croccante al cioccolato ha fatto tirare un sospiro di sollievo a me e al mio fegato inondandoci di un’improvvisa speranza globale.
Il tabellone Algida ci accompagna da sempre. Siamo cresciuti con lui e davanti a lui, la nostra altezza nel tempo si è misurata sulla base della posizione dei gelati: come le linee sui muri che le mamme segnavano registrando l’altezza dei bambini, così prima arrivavamo al Fiordi fragola, poi più su al Cucciolone, poi ancora più su verso il Cornetto. Adesso sono alta quanto il Cookie snack. Rimango profondamente affascinata dalla geografia dell’Algida che studio come un’opera d’arte invitando anche gli altri a osservarne la magnificenza. Il tabellone è fantastico, permette tuffi nel passato, excursus nella storia e teoria del gelato, in quella personale e in quella d’Italia da Mazzini ai giorni nostri (ricordate l’Eldorado?). E insieme, come l’arte, la cartografia Algida è un ponte lanciato verso il futuro, dal colonialismo avanzante del Magnum alle timide sorti del Solero, dalla linea retrò dell’asse Cremino-Bomboniera al soft-porn dell’angolo del Calippo. Che mondo meraviglioso. Mi viene la sindrome di Stendhal davanti ai tabelloni! Ogni gelato meriterebbe un saggio che, tuttavia, non posso scrivere qui, a meno che non mi ingaggi l’Algida o Brooke Logan. Ah, che amarena.

Bevanda consigliata: acqua di fontana di giardinetto comunale (retrogusto ineguagliabile)

Isabella Pedicini

Isabella Pedicini

Isabella Pedicini, storica dell'arte, lavora a Roma nel campo dell'editoria. Non crede nella minestra riscaldata e odia piangere sul latte versato. Per la casa editrice Contrasto ha pubblicato i saggi "Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola" e "Mimmo Jodice. La camera incantata". Nelle Meraviglie le sue "Ricette umorali" e "Ricette umorali il bis".

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