Pages Menu
Categories Menu
IL NONNO DI VOLTAIRE

IL NONNO DI VOLTAIRE

 

 

«Senta, mi faccia chiamare mio nipote: lui sistemerà tutto».

«Signor Arouet, sono ore che continua a farneticare di questo nipote. Ora suo nipote non c’è e deve ancora spiegarci il motivo di questa lite».

«Macché lite e lite. È stato un semplice scambio di vedute. Abbiamo discusso un po’, tutto qua».

«La signora dice che lei l’ha minacciata».

«Io? Minacciata? Quella pazza megera! Io non ho minacciato nessuno! È lei che è ignorante e non capisce niente di quello che le si dice. Stupida e ignorante!».

«E dice anche che l’ha offesa».

«Io? Offesa? Ma no, io non offendo nessuno. Figuriamoci. Voi lo sapete, no, chi sono io?».

«Sì, lo sta ripetendo da ore: è il nonno del signor François-Marie Arouet. E io le sto ripetendo che non ho idea di chi sia quest’uomo».

«Ma come no? Avete cercato di metterlo in carcere tante di quelle volte…».

«Come?».

«Eh?».

«In carcere?».

«Non c’è mai stato sul serio. Ha solo avuto qualche amico in carcere, diciamo…».

«Suo nipote frequenta dei delinquenti? Guardi che qua il suo quadro, signor Arouet, si sta complicando. Solitamente, persone nella sua condizione sono già alla ruota o sottoposte a processo… è solo per via della sua reputazione in città che noi ci stiamo, per così dire, andando cauti».

«Oh, lo so, lo so. Ne parla anche mio nipote in quel suo libro…».

«Parla di cosa?».

«Di come fate di solito. Torture, processi sommari, ingiustizie. Vi fa apparire proprio come dei barbari».

«Signor Arouet, la mia pazienza sta giungendo al termine. Allora, avete o non avete minacciato la vostra badante? L’avete o non l’avete offesa?».

«Senta, le ho solo detto che non capisce l’ironia. Lo sa come sono queste badanti italiane: si offendono subito».

«La signora ci ha detto che lei l’ha offesa in maniera molto pesante. Che è sceso sul personale».

«Ebbene sì, lo ammetto. Le ho detto che la sua pasta fa schifo! Cos’è, un reato? Odio la cucina italiana, mi fa letteralmente schifo. E gliel’ho detto chiaro e tondo. Vengono qui da noi, si mescolano con noi, e vogliono imporci le loro tradizioni, anche quando sono disgustose. Oggi è la pasta, e domani cosa sarà? Il mandolino? I figli che rimangono in casa fino ai quarant’anni? Tutte quelle strane forme di pane che non sono la nostra baguette? La malavita organizzata? Il papa? La Madonna? Cos’altro ci vorranno imporre, quegli italiani? È dai tempi di Giulio Cesare che vogliono colonizzarci, è una cosa orribile e scandalosa! Tornatene a casa tua, le ho detto. Gli italiani vanno aiutati a casa loro, le ho detto. Ho fatto bene, signor capitano? Ho fatto bene? Scusi, sa, ma credo mi sia sfuggito il suo nome».

«Michel Belmondo».

«Belmondo?».

«Sì, signor Arouet. Belmondo».

«Ah».

«Nonno, nonno!».

«Oh, che fortuna: è arrivato mio nipote».

«Che fortuna, già».

«Salve, mi chiamo François-Marie Arouet, per servirla. Come mai trattenete mio nonno?».

«Lo stiamo interrogando. La sua badante l’ha denunciato per offese e minacce».

«Offese e minacce? Nonno!».

«Ho detto solo quello che penso! Non sei tu quello che darebbe la vita per farmi dire quello che penso? Ecco, ora dai pure la tua vita: fatti arrestare al posto mio».

«Ma no, nonno. Ti ho già spiegato che non ho mai scritto quella frase, sono i miei fan che…».

«No, aspetti: io l’ho già sentita quella frase. Adesso effettivamente il suo nome mi suona un po’ più familiare. Arouet, Arouet… dov’è che l’ho sentito?».

«Forse mi conoscete meglio per il mio pseudonimo: Voltaire, difensore degli oppressi, oppositore delle teorie più stupide, propulsore di idee nuove».

«Oddio, sì, ora ricordo! Io ho due suoi libri in casa mia!».

«D’altronde, chi non ne ha, dico bene? Cosa ha letto? Il Trattato sulla tolleranza? Micromega? Il Candido?».

«Oh, non ha capito: non ho letto nulla. Mi hanno regalato un suo libro per Natale, e adesso lo uso per tenere fermo un tavolo che oscillava. Il titolo onestamente non lo ricordo, ma mi avevano detto che questo Voltaire si chiamava in realtà Arouet».

«Lascialo perdere, nipote: è italiano. Lo sai come sono fatti».

«Be’, comunque sia, cosa posso fare per far uscire mio nonno da questa incresciosa situazione? Con chi devo parlare?».

«Se convince la badante a ritirare la denuncia…».

«Giusto, la badante. Dov’è, ora?».

«Di là, col figlio».

«Vado a parlarle, nonno. Tu resta qui col signore, d’accordo? E non combinare guai».

«Nessun guaio. Sono uomo di mondo».

«Be’, senta, ora che siamo rimasti soli… davvero non li ha letti, i libri di mio nipote?».

«Neanche un rigo. Mi sono perso molto?».

«Non ne ho idea, non li ho letti nemmeno io. Ma non glielo dica, per carità, che è così permaloso…».

16_Voltaire_01

Ermanno Ferretti

Storia semiseria e illustrata della filosofia occidentale

Volume 1 I presocratici

Prezzo ebook 4,99€

Acquista su Amazon o Book Republic

Ermanno Ferretti

Ermanno Ferretti – sul web noto anche come “scrip” – ha 35 anni e insegna storia e filosofia da quando ne aveva 21. È da allora che porta stabilmente la barba e ha deciso di farsi crescere la pancetta da impiegato, unicamente con lo scopo di differenziarsi dagli alunni che, all’epoca, erano quasi suoi coetanei; ora che è più vecchio e non avrebbe più bisogno di camuffarsi, si è però affezionato sia alla barba che alla pancia, ed è solo per questo che continua a tenerle. È nato ed è sempre vissuto a Rovigo, una città che può sembrare anonima e provinciale, ma che in realtà ha le caratteristiche delle grandi capitali europee: la nebbia di Londra, la puzza di Parigi, le case in disfacimento di Berlino Est. Tra i titoli di cui va più fiero ci sono quelli di “Mister Asilo 1983”, “Utente Twitter più simpatico dell’anno 2010” e “Profesore dell’anno” (proprio così, col refuso) assegnatogli qualche anno fa dai suoi studenti della bassa. Nel 2011 ha pubblicato con Fazi il libro “Per chi suona la campanella”, racconto di un anno di scuola attraverso 700 tweet che gli è valso l’inclusione addirittura in alcuni libro di testo delle superiori e citazioni da parte di psicologi (per fortuna non come caso clinico). Ha una moglie e tre figli che sta cercando con scarso successo di avviare alla filosofia e cura il sito di approfondimento culturale Cinquecosebelle.it. Il suo sito personale è www.ermannoferretti.it.

More Posts - Website

Post a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *