Pages Menu
Categories Menu
INTERVISTA A MARCO MALVALDI

INTERVISTA A MARCO MALVALDI

 

Nato a Pisa e laureato in chimica, Marco Malvaldi è il fortunatissimo autore della serie del Bar Lume (La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi, La carta più alta), ora anche fiction tv, che mescola linguaggio alto a battute esilaranti (spesso in vernacolo locale), protagonisti il barrista Massimo, gli anziani frequentatori del bar (nonno Ampelio, Aldo, il Rimediotti e il Del Tacca), il commissario Fusco e la banconiera Tiziana. Odore di chiuso, sulla figura di Pellegrino Artusi, e uscito nel 2011, è stato un altro suo grande successo.

  • Cosa leggi in genere?

In generale di tutto: gialli, saggistica, romanzi di ogni tipo. Particolarmente, saggi divulgativi di neurologia, in questo momento. E biografie. Sono fanatico di biografie.

  • Quali sono i tuoi autori preferiti?

Da un punto di vista assoluto, Primo Levi, Italo Calvino, Jorge Luis Borges ed Isaac Asimov. Ma il libro preferito è La versione di Barney, di Mordecai Richler.

  • Un libro che ami e che avresti voluto scrivere tu?

Il sistema periodico, di Primo Levi.

  • Lo scrittore umoristico preferito?

È una dura lotta fra Stefano Benni e Douglas Adams. Anche Woody Allen, come scrittore, ha fatto delle cose notevoli: Citarsi addosso è uno dei libri umoristici più azzeccati che abbia mai letto. Come poeta, infine, non ho dubbi: Ernesto Ragazzoni.

  • Quando scrivi, quali sono i tuoi modelli?

Ho iniziato scimmiottando un po’ Benni e Camilleri, tentando di metterci dentro anche un po’ di Jerome Klapka Jerome. Poi sono un appassionato di due grandi autori toscani, Federico Sardelli ed Ettore Borzacchini, e mi rifaccio spesso al loro modo elegante ed insieme estremamente greve di far ridere.

  • Che tipo di humour prediligi?

La cosa che mi piace di più in assoluto è il passaggio imprevisto aulico-volgare: si costruisce una torre d’avorio, si porta per mano il lettore ad ammirarne l’onustà delle colonne finemente cesellate, e all’improvviso lo si butta giù dalla torre con una pedata nel culo. Da quanto più in alto cadi, tanto più ti fai male.

  • Le battute: le costruisci o nascono di getto?

Le battute costruite di solito fanno senso.

  • I personaggi: ti rifai a quello che già conosci?

In modo smaccato, al limite del codice penale. Non faccio altro se non esasperare un carattere della persona in questione, quello più debordante, e lo faccio interagire con persone che non sopportano quella caratteristica. E glielo fanno notare, ovviamente.

  • Che valore dai nella vita al senso dell’umorismo?

Lo stesso che si dà alla poesia nella letteratura: è quel granello di pazzia senza il quale vivere sarebbe imprudente. È una frase talmente bella che, ovviamente, non è mia: Federico Garcìa Lorca si arrabbierebbe, se lo venisse a sapere…

  • Il senso dell’umorismo è un’inclinazione naturale o si può coltivare?

Si può coltivare, iniziando a prendere per il culo se stessi. Io ero un bambino estremamente permaloso e saccente, da piccolo. Adesso sono solo saccente. È un miglioramento.

  • Pensi che il genere umoristico sia abbastanza considerato in Italia?

No. Abbiamo pochi validissimi umoristi. A parte Stefano Benni, che come ho già detto in Italia è il top, ed è chiaramente restrittivo definirlo un umorista, penso a Fabio Bartolomei e a Flavio Oreglio. Senza dimenticare Giobbe Covatta, un altro notevole che però ormai si è dato completamente al teatro, e che resta uno dei pochi che mi fa sganasciare dalle risate. Per il resto, non vedo molto. Sembra che far ridere in Italia non sia una cosa seria.

  • Progetti futuri?

Un altro libro con il BarLume, sicuramente. Poi, non so. Sono abbastanza volubile…

 

novembre 2013

 

a cura di Alice Di Stefano

 

 

Alice

Alice

Dopo la laurea, il dottorato, l’assegno di ricerca (un breve periodo di attività come giornalista sportiva free lance, diverse pubblicazioni scientifiche e numerose comparsate al cinema), ha insegnato letteratura all’università. Poi, conquistata dal mondo dell’editoria e soprattutto dall'editore, ha iniziato a lavorare alla Fazi, in cui è editor dal 2008, fino a dar vita a Le Meraviglie, uno spazio dedicato espressamente alla narrativa umoristica.

More Posts

Post a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *