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IL PRELIEVO

IL PRELIEVO

 

 

Il centro prelievi dell’ospedale è un ibrido tra una via crucis e una prosciutteria. Si sta col rosario in una mano e il numero della prenotazione nell’altra, in scongiurante preghiera di non svenire alla vista dell’ago.

L’età media passa la settantina, e il numero di gambe finte supera quello delle vere conferendo alle teorie di Asimov un sapore fin troppo attuale.

Alla cassa una signora dai capelli gialli da cartone animato s’affatica a capire come funzioni un mouse, allungando l’attesa di diversi quarti d’ora.

-Faccio prima a morire- sbuffa uno dal volto esangue.

Le signore gli danno manforte e sollevano una protesta che non serve a nulla, se non come pretesto per attaccar bottone e tirar le somme su chi sia messo peggio nella compagnia.

Tra artriti, cisti, ulcere, iperglicemie e colesterolo, arriva il mio turno che non trovo più il numerino, ma la segretaria è troppo presa dal malfunzionamento del mouse. Prende la ricetta del medico, fa due calcoli, pigia tre tasti, poi mi chiede una cifra che mi fa spontaneamente chiedere il motivo per cui insistiamo a chiamarla sanità pubblica quando di pubblico ha solo il pavimento lercio.

Pago col bancomat, dando infinito dispiacere alla donna che ha tanta confidenza col pos quanta ne ha col mouse, e mi rimetto in coda rimuginando la cifra che paragonata al mio stipendio è un furto.

E un po’ m’incazzo col medico che mi ha prescritto le analisi solo perché le ultime fatte sono stampate su carta di papiro, un po’ con la segretaria che forse c’ha fatto la cresta per comprarsi un mouse, e un po’ con l’anziana che è esente ticket e non sborsa un lira.

Si siede vicino e sbuffa. Sa che il conto m’ha svenato più di quanto faranno le provette. Fruga nella borsa, ne tira fuori una caramella e me la offre.

Hai ragione, dicono i suoi occhi, hai pagato una cifra per permettere a una vecchia di fare gli esami gratis.

Mi dispiace, dicono i miei, sono un insensibile stronzo.

La signora mi fa un cenno di buona fortuna e sorride.

Mi sarebbe simpatica, se solo la sua caramella non fosse al rabarbaro.

 

Alessio Mussinelli

Alessio Mussinelli

Alessio Mussinelli, 27 anni, è nato e vive in provincia di Bergamo, a due passi dal lago d’Iseo. Laureato in Lettere, ha conseguito il Master in scrittura presso l’Università Cattolica di Milano. Appassionato di dolci e Fai-da-te, è tastierista in un gruppo di musica da ballo. "Nemmeno le galline" (in uscita a settembre) è il suo primo romanzo.

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