Pages Menu
Categories Menu

Posted in TENDENZE

JUKEBOOKS, INCROCI TRA LIBRI E DISCHI

JUKEBOOKS, INCROCI TRA LIBRI E DISCHI

 

 

Si tratta di libri musicali in cui al posto dell’io narrante c’è l’io cantante e anziché i tradizionali capitoli da leggere ci sono “trackitoli” da ascoltare. Una nuova frontiera musical-letteraria? A fare da pioniera c’è la Jukebooks Label, la primissima “etichetta librografica”

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto è giornalista freelance e autrice televisiva. Si occupa di musica, cinema, moda e lifestyle. Ha pubblicato i romanzi "Sushiettibile" e "I bambini sono nati con successo" e per Fazi, ne Le Meraviglie, il doppio romanzo "Circuito Chiuso/Annales" (2012) e l'ebook "Hipster Dixit - Manuale per diventare un Hipster con i baffi" (2013).

More Posts

Read More

Posted in In evidenza, TENDENZE, Ultimi Articoli

COSA PASSA PER LA TESTA AGLI HIPSTER?

COSA PASSA PER LA TESTA AGLI HIPSTER?

 

Se sei Hipster, ti tirano le pietre.

Ma se hai un’acconciatura come si deve, i tuoi detrattori potrebbero ripensarci. O per lo meno il colpo della pietra verrebbe attutito da una cotonatura voluminosa.

Come ogni animale che si rispetti, anche l’Hipster quando sente la Primavera alle porte sente il bisogno impellente di una muta con i fiocchi.

Anzi: con i baffi.

Dato che lui di peli se ne intende eccome, basti pensare appunto a quelli proverbiali che porta sotto le narici e a quelli arruffatissimi della barba da boscaiolo per cui va in visibilio, è bene che si preoccupi pure della capigliatura.

Chi volesse farsi dare una sistematina alla zazzera o abbracciare la “hipster philosophy” ex novo, dicendo addio quindi al codino alla Baggio e optando per pettinature più chic, ecco un decalogo da studiare a memoria prima di sedersi sul seggiolone del Barber Shop o della parrucchiera di fiducia.

1)   Famolo strano – Il taglio dev’essere o ipersimmetrico o totally asimmetrico. Più è insolito, meglio si sposerà con il resto del vostro corpo hip.

2)   Se ne vedono di tutti i colori – Dite addio alla tinta castana (troppo ordinaria) e abbracciate nuove cromie tricotiche. Scegliete i colori più inverosimili, dal rosa shocking al verde fosforescente. I/Le più giovani optino per la tinta della vecchietta, ossia il capello grigio, bianco o celestino che sia.

3)   Frangetta sì, frangetta no – La frangia può andare bene, ma solo se cortissima, asimmetrica, bizzarra o colorata. In soldoni: niente frangettone anni Novanta alla Pamela di Non è la Rai.

4)   Capigliatura unisex – È l’hipster-cacio sui maccheroni, un escamotage infallibile per cuccare su ogni sponda: etero, omo, bi e chi più ne ha più ne metta! Sbizzarritevi dunque con i tagli cortissimi, le rasature e le creste.

5)   Tricopigmentazione – Vi ricordate la ciocca leopardata che Annalisa Minetti sfoggiò nel lontano 1998 sul palco dell’Ariston, cantando “Senza te o con te”? Se non ve la ricordate, sappiate che allora è Hipster (perché non mainstream, la solfa è sempre la stessa). I tatuaggi sui capelli potrebbero essere quella trovata geniale per cui farete un figurone all’Ostello Bello o ai concerti indie-rock.

6)   Ispiratevi ai nerd del Rock – Più assomiglierete a Dee Dee Ramone e ad Angus Young, più sarete considerati sexy. Davvero, non è una presa in giro.

7)   Shatush – Se inizialmente lo shatush (la tecnica di decolorazione che prevede lo schiarimento delle sole punte) era amatissimo dagli Hipster più agguerriti, ora è troppo di moda per essere alternativo al punto giusto. Potreste però contemplare varianti, tipo farvi decolorare le radici e non le punte o tingere le punte di colori fluo.

8)   Accessori – Sbizzarritevi condendo la vostra testolina con cerchietti, mollette, nastrini, spille, perline e fasce d’ogni foggia. Ma badate bene: il mollettone di plastica da casalinga di Voghera è bandito.

9)   Henné – Da preferire alle tinte chimiche, dal momento che il vero Hipster è anche un inguaribile amante del biologico. I più fissati potranno cercare un hair salon che usa solo prodotti naturali, asciuga i capelli senza utilizzare il phon e si serve di pannelli solari per l’illuminazione del negozio. Non lamentatevi però se i vostri capelli odoreranno poi di guano.

10) Tutti in riga – La riga in testa è una cosa in cui, volente o nolente, prima o poi ci si casca. Da evitare quella in mezzo che rende troppo scialbi/e. Preferite una riga molto laterale oppure una bizzarra, tipo a zig zag (ma mettete la sveglia almeno un’ora prima del solito per sistemarvela).

Se invece degli Hipster ne avete fin sopra i capelli, tenete pure il vecchio caro codino unto alla Baggio.

I baffuti nei paraggi vi eviteranno come la peste, garantito.

 
 

timthumb

Hipster dixit

Manuale per diventare un Hipster con i baffi

Camilla Sernagiotto

Baffi, occhiali, camicie a quadri, cupcake, bretelle, biciclette a scatto fisso, MacBook, skate, indie rock, Sundance Festival… Queste sono solo alcune delle parole chiave che caratterizzano la nuova tendenza dilagante i cui massimi protagonisti sono proprio loro: gli Hipster.

Per chi ancora non li conoscesse, trattasi di intellettuali un po’ nostalgici che amano fare shopping in boutique vintage o mercatini dell’usato, comprare dischi in vinile, guardare film d’essai, mangiare cibi biologici e sperimentare lo sperimentabile, purché non sia mainstream. Ma come si fa a trasformarsi in uno di loro?

VAI ALLA SCHEDA  – ACQUISTA IN EBOOK 

 

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto è giornalista freelance e autrice televisiva. Si occupa di musica, cinema, moda e lifestyle. Ha pubblicato i romanzi "Sushiettibile" e "I bambini sono nati con successo" e per Fazi, ne Le Meraviglie, il doppio romanzo "Circuito Chiuso/Annales" (2012) e l'ebook "Hipster Dixit - Manuale per diventare un Hipster con i baffi" (2013).

More Posts

Read More

Posted in In evidenza, TENDENZE, Ultimi Articoli

HAPPY NEW HIPSTER: CONSIGLI PER UN CAPODANNO CON I BAFFI!

HAPPY NEW HIPSTER: CONSIGLI PER UN CAPODANNO CON I BAFFI!

Scordatevi i cenoni a base di cotechino e lenticchie e le feste in discoteca. Per salutare il nuovo anno in perfetta hipster philosophy vale solo una regola. Quella verdoniana: o famo strano?

di Camilla Sernagiotto

Festeggiare la mezzanotte e brindare all’anno nuovo non è semplice se da poco ci si è convertiti a quella nuova setta che va sotto il nome di hipster.

Chiunque abbia scelto di abbracciare la filosofia che fa dei baffi il proprio simbolo, si prepari a spremere le meningi. Perché il Capodanno hipster non è certo cosa facile.

Prima regola dell’Hipster Club: mai parlare dell’Hipster Club, nel senso che mai e poi mai si dovrà uscire allo scoperto autodefinendosi membri della setta, dunque è bene non cadere nella tentazione di elargire inviti su cui c’è stampigliato quel nomignolo segreto. Insomma, mai farsi scappare un: “Ti va se organizziamo un Capodanno hipster?”

Seconda regola dell’Hipster Club: mai parlare di lenticchie, cotechino, panettone, spumante e di qualsiasi stereotipo della sera più sopravvalutata dell’anno.

L’unico luogo comune che è accolto a braccia aperte è quello delle paillettes: dal momento che la subcultura hipster adora tutto quel che è kitsch e squisitamente (si fa per dire) anni Ottanta, ogni abominio targato Eighties, dalle Reebok Pump ai capelli cotonati, sarà la ciliegina sul panettone.

Dolce che, però, dovrà assolutamente non rispondere all’appello.

Dato che l’hipster ama andare controcorrente ed è versus-mainstream, tutto ciò che entra nel calderone dei prodotti di massa è bandito, dessert festivi inclusi.

Ecco un elenco di spunti per trascorrere un cenone o una festa di Capodanno che da un lato annoierebbe perfino Bon Iver ma dall’altro vi certificherà 100% Hipster nel midollo.

1)     Cenone vegano: preparate un veggie Menù in cui sia bandita qualsivoglia proteina di derivazione animale e brindate con latte di soia, dato che l’alcool è uno dei prodotti più di massa che ci sia. La mattina seguente non avrete alcun sintomo di hangover. Ma la noia sarà ormai allo stadio terminale.

2)     Cenone a base di hamburger biologici: l’altra fissa dell’hipster è l’hamburger gourmet, quindi se non vi va di rinunciare alla carne imbandite una tavola con il tipico junk food, però tutt’altro che spazzatura. Per i panini, scegliete pane integrale o di kamut. Meglio ancora, fatelo in casa, miscelando farine improbabili come quelle di castagna, di pigna, di legno… Più gli ingredienti saranno insoliti e immangiabili, più valore acquisterà il vostro banchetto. Come trita, optate per rarissime carni provenienti dal Kilimangiaro oppure per carni a chilometro zero, possibilmente di animali morti per cause naturali (per non far sentire troppo in colpa kilimangiarono). Patatine fritte neanche per sogno, piuttosto patate Bonnotte (quelle che costano più del caviale, coltivate sull’isola francese di Noirmoutier e rigorosamente raccolte a mano solo 10 giorni all’anno) o nuggets di pollo da allevamento a terra.

3)     Cena e dopocena in balera o in bocciofila: invece della disco e dei templi in cui si celebra il culto della giovinezza, scegliete come location per la vostra serata locali che raramente bazzicherebbe un teenager. La balera in cui danzare con la fauna over settanta o la bocciofila dove sfidare gli ottuagenari a Petanque sono da chapeau.

4)     Ritiro spirituale sui monti: rifuggite gli esecrabili veglioni con musica, luci, alcool e divertimento a fiumi, ritirandovi piuttosto in monacale silenzio in un eremo, in un rifugio di montagna o in una tenda da campo in stile “Moonrise Kingdom”. Occhio ai coyote. (Nel senso di: che due coyote…)

5)     Festa a tema con travestimento d’obbligo: scegliete un film o un libro che sia cult ma anche ricercato, non straconosciuto (no “Signore degli Anelli” e “Twilight”, per intenderci). Pellicole come “Clerks”, “I Tenenbaum” o “Little Miss Sunshine” andranno benissimo. Se volete organizzare un party a tema letterario, dovreste scegliere qualcosa dalla bibliografia di David Foster Wallace. Però rischiate che nessuno vi citofoni fino al 2016 se non ha ancora letto “Infinite Jest”.

Anche se è decisamente mainstream augurarlo, noi siamo così hipster da andare oltre al fatto di non augurarlo (che ormai è diventato mainstream).

Quindi Buon Anno a tutti, baffuti e non! :{

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto è giornalista freelance e autrice televisiva. Si occupa di musica, cinema, moda e lifestyle. Ha pubblicato i romanzi "Sushiettibile" e "I bambini sono nati con successo" e per Fazi, ne Le Meraviglie, il doppio romanzo "Circuito Chiuso/Annales" (2012) e l'ebook "Hipster Dixit - Manuale per diventare un Hipster con i baffi" (2013).

More Posts

Read More

Posted in In evidenza, TENDENZE, Ultimi Articoli

SAILOR TATTO MANIA

SAILOR TATTO MANIA

 

Un tempo miniavano gli avambracci dei galeotti, i polpacci dei marinai e i colli taurini degli scaricatori di porto.

Per questo motivo erano sinonimo di tutto ciò che sta agli antipodi della finezza e della sciccheria.

Oggi, invece, sono veri e propri gioielli incastonati nella pelle di attrici, cantanti, artisti, rocker, chitarristi, architetti, barbieri e barman, diventati ormai il non plus ultra dell’essenza rock ‘n’ roll odierna e della glameria più cool.

Protagonista di questo trend che ha contagiato tutto il globo come un gigantesco tsunami è il tatuaggio, ma non in generale il disegno stampigliato sull’epidermide con l’aiuto di un ago inchiostrato: il fenomeno di tendenza di cui stiamo parlando riguarda solo ed esclusivamente il Sailor Tattoo.

Scordatevi tribali, farfalline, ideogrammi cinesi e folletti irlandesi, perché l’unico tatuaggio che ora come ora vale la pena concedersi è solo uno, o meglio: una vasta gamma, quella di tattoos d’ispirazione marinaresca.

Dalla sirena all’àncora, dal veliero all’hawaiana in gonnellino di paglia, dallo squalo alla rondine, i motivi disegnati sui corpi dei marinai di fine Ottocento e inizio Novecento sono tornati a cavalcare l’onda.

A omaggiare questi disegni retrò arriva la quarta edizione della Sailor Tattoo Convention, che sabato 5 e domenica 6 ottobre riunirà a Sestri Levante, in provincia di Genova, i tanti appassionati di questa branca artistica.

Primissimo evento di respiro internazionale dedicato solo ed esclusivamente al tatuaggio tradizionale, quest’anno conterà la partecipazione di ben ventisei tatuatori, tutti scelti tra pietre miliari della tattoo art mondiale ed esperti italiani richiestissimi all’estero.

Tra i mostri sacri dell’ago & inchiostro, non mancano all’appello all’appello né il milanese Fabio Scala (con il suo studio Ladies&Gent Tattoo Parlour), i viterbesi Banano e Beppe Pozzan, i genovesi Francesco Garbuggino (dell’Ink ‘n’ Roll Studio) e il duo Max e Tamma del Pinker Studio.

Ma anche Pistoia ha mandato un delegato di tutto rispetto, ossia Simone Cape Capecchi, in arte Capex, uno dei tatuatori più apprezzati della scena.

Un appuntamento imperdibile per i tattoo addict che hanno il pallino per il vintage.

Ma anche i vintage addict con il pallino per il tattoo si lascino uno spazietto intonso sulla spalla, da far riempire da mani esperte nella due giorni di ink ‘n’ roll più promettente dello Stivale.

 
 

timthumb

Hipster dixit

Manuale per diventare un Hipster con i baffi

Camilla Sernagiotto

Baffi, occhiali, camicie a quadri, cupcake, bretelle, biciclette a scatto fisso, MacBook, skate, indie rock, Sundance Festival… Queste sono solo alcune delle parole chiave che caratterizzano la nuova tendenza dilagante i cui massimi protagonisti sono proprio loro: gli Hipster.

Per chi ancora non li conoscesse, trattasi di intellettuali un po’ nostalgici che amano fare shopping in boutique vintage o mercatini dell’usato, comprare dischi in vinile, guardare film d’essai, mangiare cibi biologici e sperimentare lo sperimentabile, purché non sia mainstream. Ma come si fa a trasformarsi in uno di loro?

VAI ALLA SCHEDA  – ACQUISTA IN EBOOK 

 

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto è giornalista freelance e autrice televisiva. Si occupa di musica, cinema, moda e lifestyle. Ha pubblicato i romanzi "Sushiettibile" e "I bambini sono nati con successo" e per Fazi, ne Le Meraviglie, il doppio romanzo "Circuito Chiuso/Annales" (2012) e l'ebook "Hipster Dixit - Manuale per diventare un Hipster con i baffi" (2013).

More Posts

Read More

Posted in In evidenza, TENDENZE, Ultimi Articoli

LE COSE DA NON FARE PER ESSERE HIPSTER

LE COSE DA NON FARE PER ESSERE HIPSTER

 

Essere o non essere hipster.

Questo è il problema.

C’è chi li detesta, chi li idolatra, chi li lapiderebbe, chi li emula, chi li evita come la peste, chi li adora.

E, anche, chi non sa nemmeno chi siano.

Chiunque voglia colmare l’ignoranza relativa a questa sottocultura che ultimamente è sulla bocca (baffuta) di tutti i Radical Geek e i Trendy Nerd, ecco un settalogo da seguire (un decalogo di sette punti, insomma. Il decalogo vero e proprio era troppo mainstream).

Si tratta di sette semplici regole che riguardano tutto ciò che NON dovrete assolutamente fare per approcciarvi alla hipster’s philosophy.

Dato che prima di costruire è bene distruggere le vecchie fondamenta che mal si adatterebbero al nuovo edificio, abbattiamo tutti i preconcetti, le vecchie mode che abbiamo abbracciato, i generi cinematografici ai quali ci siamo avvicinati e, soprattutto, buttiamo nella spazzatura le zeppe, gli orribili scarponcini Timberland inspiegabilmente in voga qualche stagione fa, i romanzi best seller che riempiono le nostre librerie e i DVD di blockbuster con cui abbiamo stipato la videoteca in salotto!

Ecco i 7 precetti da seguire senza remore:

1 – Libera gli armadi di tutto ciò che hai comprato nei Grandi Magazzini

T-shirt, abiti, pantaloni, scarpe, borse e quant’altro. Disfati di tutto ciò che è stato acquistato nei Supermercati o, peggio ancora, negli Outlet! Devi fare spazio al guardaroba degno di un hipster, quello vintage e di seconda mano scelto scrupolosamente al mercatino delle pulci che ti porterà una colonia di zecche in casa. Ma per apparire bisogna soffrire. E grattarsi, in questo caso.

2 – Sotterra in giardino i dischi di Justin Bieber, One Direction & compagnia bella

Sbarazzati immediatamente di qualunque album abbia venduto più di diecimila copie e fai spazio sulle mensole per dischi autoprodotti di gruppi mai sentiti che hanno registrato l’intera tracklist in cantina o nel sottoscala.

3 – Sbarazzati di Cinquanta sfumature di grigio e della saga di Harry Potter

Sfrutta il prossimo imminente bookcrossing cittadino per dare via quei bestseller che tutti hanno letto, dal tabaccaio al dentista. La tua libreria dovrà accogliere ben altro: pubblicazioni di case editrici indipendenti, fanzine autoprodotte e addirittura romanzi scritti a mano. In realtà per essere un vero hipster dovresti disintossicarti dalla carta e optare per un più etico ed ecologico eBook Reader, ma la metamorfosi dovrà avvenire un passetto alla volta, quindi per adesso basta disfarsi de Il Codice da Vinci e dei libri di Camilleri.

4 – Dite addio alle cibarie di massa

Fatevi un’ultima scorpacciata di patatine Fonzies, Gocciole Pavesi, Nutella, yogurt Danone e pasta Barilla in maniera tale da svuotare la dispensa e il frigorifero di quei cibi che un’indagine hipster (a un cittadino al di sopra di ogni sospetto) definirebbe senza dubbio alcuno: “dozzinali”. Vi aspettano spese assai differenti d’ora in avanti. Ricordate lo spesone del sabato all’Esselunga o alla Coop, quello in cui già buttavate via una buona ora e mezza del vostro week-end? Ecco: sappiate che adesso per una spesa normale ci impiegherete più o meno 3 ore, visto che frutta e verdura saranno da acquistare dall’ortolano, il latte dal mugnaio, la farina da… chi produce farina, il pesce in pescheria, la carne in macelleria e via dicendo. Buon fine settimana!

5 – Rottama il tuo cellulare antidiluviano e il tuo PC di cinque generazioni fa

Anche se entrambi sono ancora perfettamente funzionanti (ma a chi vuoi darla a bere?), è ora di chiudere in un cassetto il tuo vecchio Nokia 1100 e il portatile con cui tua madre ha scritto la tesi di laurea. Anche se si sono sempre dimostrati fedeli nei tuoi confronti, è giunto il momento di dir loro addio. Consolati pensando che tra pochissimo il loro posto sarà preso da aggeggi molto ma molto ma molto ma molto più fighi. Fidati.

6 – Buca il pallone da calcio e, se ce la fai, anche quello da Basket

Attacca le scarpette da calcetto al chiodo, sbarazzati del pallone da pallacanestro e fai spazio in garage per nuove attrezzature sportive assai più desuete e obsolete (mai sentito parlare del Tetherball e del Lawn Darts? Se non li conosci, significa che sono abbastanza hipster). Scordati anche l’abbonamento allo stadio o le partite di calcio guardate al bar con gli amici: il massimo che ti è concesso è assistere a una sfida di raffa alla bocciofila.

7 – Scordati Rimini e Riccione

Dimentica le mete più mainstream, quelle in cui tutti sono andati o andranno almeno quattordici volte nella vita. D’ora in avanti le tue ferie saranno su cocuzzoli di montagne sperdute, da trascorrere al seguito di pascoli di mufloni. Dite addio a Ibiza, Sardegna, Formentera e a tutto il litorale adriatico.

Benissimo. Ora che avete debellato tutto il debellabile (e il deprecabile, hipsteramente parlando), siete pronti per costruirvi la vostra nuova identità hipster.

Come?

Con Hipster Dixit – Manuale per diventare un Hipster con i baffi

Ecco un emoticon che potrà servirvi, tanto per cominciare:

:{

 
 

timthumb

Hipster dixit

Manuale per diventare un Hipster con i baffi

Camilla Sernagiotto

Baffi, occhiali, camicie a quadri, cupcake, bretelle, biciclette a scatto fisso, MacBook, skate, indie rock, Sundance Festival… Queste sono solo alcune delle parole chiave che caratterizzano la nuova tendenza dilagante i cui massimi protagonisti sono proprio loro: gli Hipster.

Per chi ancora non li conoscesse, trattasi di intellettuali un po’ nostalgici che amano fare shopping in boutique vintage o mercatini dell’usato, comprare dischi in vinile, guardare film d’essai, mangiare cibi biologici e sperimentare lo sperimentabile, purché non sia mainstream. Ma come si fa a trasformarsi in uno di loro?

VAI ALLA SCHEDA  – ACQUISTA IN EBOOK 

 

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto è giornalista freelance e autrice televisiva. Si occupa di musica, cinema, moda e lifestyle. Ha pubblicato i romanzi "Sushiettibile" e "I bambini sono nati con successo" e per Fazi, ne Le Meraviglie, il doppio romanzo "Circuito Chiuso/Annales" (2012) e l'ebook "Hipster Dixit - Manuale per diventare un Hipster con i baffi" (2013).

More Posts

Read More

Posted in In evidenza, TENDENZE, Ultimi Articoli

TAME IMPALA: ROCK PSICHEDELICO TARGATO AUSTRALIA

TAME IMPALA: ROCK PSICHEDELICO TARGATO AUSTRALIA

 

La patria degli AC/DC, di Nick Cave e dei Vines continua a sfornare ottima musica, parola delle migliaia di fan che vanno pazzi per loro: i Tame Impala.

Nome buffo per una rock band che con l’Africa (l’impala è l’antilope della savana africana) non ci azzecca niente, eppure queste due paroline sono diventate nel giro di pochi anni il marchio di garanzia che assicura una qualità ottima a chiunque stia per stappare un loro disco.

E le annate migliori sono quelle del 2010 e del 2012, ossia quelle in cui i 4 di Perth (anche se ora sono in Five: si è aggiunto Julien Barbagallo) hanno dato alle stampe due chicche discografiche davvero imperdibili: “Innerspeaker” e “Lonerism”.

I Fab Five (i continui rimandi ai Beatles sono voluti, tra poco ci arriviamo) sono riusciti a farsi apprezzare dovunque e da chiunque, basti pensare che la loro prima fatica discografica si è piazzata al quarto posto nella classifica degli album più venduti in Australia e che la seconda ha guadagnato l’ottantesima posizione nella lista dei dischi più gettonati in Italia.

Se già un simile risultato sarebbe da chapeau per chi fa pop o soul, figuriamoci per questi ragazzi australiani che nel 2007 decisero di dedicarsi anima e corpo a un genere che si pensava fosse stato sotterrato con il corpo di Jimi Hendrix: il rock psichedelico.

Nonostante non sia certo quel tipo di musica che va per la maggiore a “X Factor” o ad “Amici”, il genere prescelto dal frontman Kevin Parker piace parecchio anche se si spaccia come diametralmente opposto al pop.

Ma benché si abbeveri proprio di psichedelia pura, venato com’è da quegli sperimentalismi e suoni allucinati tanto in voga ai tempi di Woodstock, il sound dei Tame Impala ha anche subito molto di quell’irresistibile fascino che i Fab Four (ecco che ci siamo arrivati) hanno esercitato con la loro musica.

Basterebbe ascoltare un pezzo come “Feels Like We Only Go Backwards” per chiudere gli occhi e figurarselo suonato da Lennon, McCarthy e compagnia bella.

Una doccia fresca di psyco-rock a cui si aggiunge una dose massiccia di power pop, per non parlare dell’aura favolistica che avvolge ogni brano nato dalla mente geniale di Kevin Parker.

D’altronde cosa ci si poteva aspettare da uno che ha il vizio di scrivere e registrare i dischi in una casa sull’albero (“Innerspeaker) o di farlo in giro per il mondo con un set up portatile (“Lonerism”)?

La loro vena favolistica andrà dunque a braccetto con la location da Mille e una notte che li aspetta per il loro attesissimo live del 13 agosto: la Baia del Silenzio di Sestri Levante, dentro l’ex Convento dell’Annunziata.

Ciliegina su una torta già squisita, il concerto dei Tame Impala chiuderà in bellezza il Mojotic Festival di quest’anno.

E dopo la casa sull’albero, con ogni probabilità Kevin Park troverà il nuovo posto incantato dove scrivere e registrare i prossimi dischi: la Baia del Silenzio.

Che, non a caso, si chiama anche Baia delle Favole.

Non perdetevi quindi quella con protagoniste loro: le antilopi australiane.

La morale qual è? Nessuna. Ma di sicuro il morale ne gioverà godendosi il live dell’anno.

Guarda il video di “Feels Like We Only Go Backwards”

 
 

timthumb

Hipster dixit

Manuale per diventare un Hipster con i baffi

Camilla Sernagiotto

Baffi, occhiali, camicie a quadri, cupcake, bretelle, biciclette a scatto fisso, MacBook, skate, indie rock, Sundance Festival… Queste sono solo alcune delle parole chiave che caratterizzano la nuova tendenza dilagante i cui massimi protagonisti sono proprio loro: gli Hipster.

Per chi ancora non li conoscesse, trattasi di intellettuali un po’ nostalgici che amano fare shopping in boutique vintage o mercatini dell’usato, comprare dischi in vinile, guardare film d’essai, mangiare cibi biologici e sperimentare lo sperimentabile, purché non sia mainstream. Ma come si fa a trasformarsi in uno di loro?

VAI ALLA SCHEDA  – ACQUISTA IN EBOOK 

 

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto è giornalista freelance e autrice televisiva. Si occupa di musica, cinema, moda e lifestyle. Ha pubblicato i romanzi "Sushiettibile" e "I bambini sono nati con successo" e per Fazi, ne Le Meraviglie, il doppio romanzo "Circuito Chiuso/Annales" (2012) e l'ebook "Hipster Dixit - Manuale per diventare un Hipster con i baffi" (2013).

More Posts

Read More