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Posted in RASSEGNA STAMPA, Ultimi Articoli

La stampa su Assassinio all’Ikea

La stampa su Assassinio all’Ikea

 

«Ässassinio all’Ikea è un giallo non giallo. Il delitto c’è ma è l’occasione per svolgere diversi gomitoli. Un’interpretazione leggera, leggerissima del verso montaliano: «Felicità raggiunta, si cammina per te su fil di lama…».

Bruno Quaranta, «Tuttolibri – La Stampa»

 

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Un giallo umoristico che fa ridere fin dal titolo e spinge a interrogarsi su un quesito di validità universale: all’origine di tutto c’è l’amore, oppure la vendetta?

Monica Ceci, Gioia

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Sommersi da gialli scandinavi, gallici, teutonici, napoletani, ispanici, genovesi, romani, albionici, veri o finti che siano, e tutti drammaticamente seri, capita di stupirsi dinnanzi a un omicidio da ridere. Il merito è di Giovanna Zucca e del suo Assassinio all’Ikea. Zucca è bravissima a cogliere tic e luoghi comuni della vita quotidiana e riesce pure a commuovere. Un giallo che fa ridere e che fa piangere.

Fabrizio d’Esposito, Il Fatto quotidiano

 

Giovanna Zucca nello scrivere questo libro delizioso deve essersi divertita un mondo. Ha creato dei personaggi empatici che si muovono con allegria in questa che sembra un’appendice della migliore commedia all’italiana.

Daniela Amenta, L’Unità

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«Con una copertina divertente, tanto quanto l’idea che ci vive dentro torna l’intelligentissima e poliedrica Giovanna Zucca con una storia di intrighi e tradimenti tutta “fai da te” secondo la filosofia del mobilificio svedese».
Valeria Parrella, «Grazia»

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Una flebile trama gialla è lo spunto del romanzo giallo-rosa di Giovanna Zucca. Lettura lieve in cui la trama noir è volutamente secondaria.

Ida Bozzi, La Lettura

 

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Redazione

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Un mondo vario da regalare, condividere, amare.

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INTERVISTA AD ANTONIO PASCALE

INTERVISTA AD ANTONIO PASCALE

 

 

Antonio Pascale è autore di numerosi libri tra cui La manutenzione degli affetti, Passa la bellezza, S’è fatta ora, tutti caratterizzati da un tono delicato, ironico, spesso malinconico. Il suo ultimo romanzo, Le attenuanti sentimentali, mescola alla perfezione intelligenza e humour.

Cosa leggi in genere?

Molti saggi, pochi romanzi, e libri per ragazzi. Dai saggi imparo molto, dai romanzi meno (più che altro è una questione di forma narrativa, a volte la trovo usurata) e dai libri per ragazzi una dose piacevole di ingenuità.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Troppi. Ne scelgo una, Alice Munro.

 

Un libro che ami e che avresti voluto scrivere tu?

Un racconto, La signora con il cagnolino, Cechov.

 

Lo scrittore umoristico preferito?

Due intellettuali veri, Aristofane e Mark Twain, le donne in assemblea e il diario di Adamo ed Eva, quest’ultimo credo, il più bel trattato, (direi definitivo) sulla genesi dei nostri sentimenti, non chi siamo ma come siamo arrivati fin qua.

 

Quando scrivi, quali sono i tuoi modelli?

Ecco appunto, non scrivo (almeno non abbastanza narrativa) o perché ho troppo modelli e non riesco a farli confluire tutti in un libro, e al contrario, tutti quelli che  esamino, per accidente o per scelta, in un particolare momento della vita, non mi piacciono.

 

Che tipo di humour prediligi?

In verità mi piace la comicità, stile Paperissima, altrimenti quel tipo di humour usato come difesa dalla morte, quello mi piace, l’importante è che sia diretta principalmente verso te stesso o verso i membri del tuo stesso club, insomma scompagini invece di impaginare certezze.

 

Le battute: le costruisci o nascono di getto?

Dunque, alcune sono di derivazione casertana, cioè nascono dall’abitudine al bar e allo sfottò, alte, la maggioranza le indovino (se le indovino) costruendo delle storie (quando riesco a costruirle). Comunque il metodo è sempre lo stesso, un difetto, un tic, diventa motivo di gioco e quindi, si spera, di conoscenza.

 

I personaggi: ti rifai a quello che già conosci?

Sì, sempre. Gli scrittori che si documentano sono bravi ma non li capisco, cioè non capisco come fanno (ed è questa la loro bravura) a documentarsi.

 

Che valore dai nella vita al senso dell’umorismo?

Dipende dalla paura della morte.

 

Il senso dell’umorismo è un’inclinazione naturale o si può coltivare?

Dipende se coltivi la paura della morte.

 

Pensi che il genere umoristico sia abbastanza considerato in Italia?

Uhm,  non saprei, in genere vince il sarcasmo contro gli altri, che è un modo per giudicare i buoni e i cattivi e salvarsi  l’anima.

 

Progetti futuri?

Appunto, ho 50 anni, vado verso i 60, e in un attimo compirò ’80 anni, quindi dato lo scarso tempo a disposizione, mi piacerebbe non mollare.

 

Alice

Alice

Dopo la laurea, il dottorato, l’assegno di ricerca (un breve periodo di attività come giornalista sportiva free lance, diverse pubblicazioni scientifiche e numerose comparsate al cinema), ha insegnato letteratura all’università. Poi, conquistata dal mondo dell’editoria e soprattutto dall'editore, ha iniziato a lavorare alla Fazi, in cui è editor dal 2008, fino a dar vita a Le Meraviglie, uno spazio dedicato espressamente alla narrativa umoristica.

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INTERVISTA A MARCO MALVALDI

INTERVISTA A MARCO MALVALDI

 

Nato a Pisa e laureato in chimica, Marco Malvaldi è il fortunatissimo autore della serie del Bar Lume (La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi, La carta più alta), ora anche fiction tv, che mescola linguaggio alto a battute esilaranti (spesso in vernacolo locale), protagonisti il barrista Massimo, gli anziani frequentatori del bar (nonno Ampelio, Aldo, il Rimediotti e il Del Tacca), il commissario Fusco e la banconiera Tiziana. Odore di chiuso, sulla figura di Pellegrino Artusi, e uscito nel 2011, è stato un altro suo grande successo.

  • Cosa leggi in genere?

In generale di tutto: gialli, saggistica, romanzi di ogni tipo. Particolarmente, saggi divulgativi di neurologia, in questo momento. E biografie. Sono fanatico di biografie.

  • Quali sono i tuoi autori preferiti?

Da un punto di vista assoluto, Primo Levi, Italo Calvino, Jorge Luis Borges ed Isaac Asimov. Ma il libro preferito è La versione di Barney, di Mordecai Richler.

  • Un libro che ami e che avresti voluto scrivere tu?

Il sistema periodico, di Primo Levi.

  • Lo scrittore umoristico preferito?

È una dura lotta fra Stefano Benni e Douglas Adams. Anche Woody Allen, come scrittore, ha fatto delle cose notevoli: Citarsi addosso è uno dei libri umoristici più azzeccati che abbia mai letto. Come poeta, infine, non ho dubbi: Ernesto Ragazzoni.

  • Quando scrivi, quali sono i tuoi modelli?

Ho iniziato scimmiottando un po’ Benni e Camilleri, tentando di metterci dentro anche un po’ di Jerome Klapka Jerome. Poi sono un appassionato di due grandi autori toscani, Federico Sardelli ed Ettore Borzacchini, e mi rifaccio spesso al loro modo elegante ed insieme estremamente greve di far ridere.

  • Che tipo di humour prediligi?

La cosa che mi piace di più in assoluto è il passaggio imprevisto aulico-volgare: si costruisce una torre d’avorio, si porta per mano il lettore ad ammirarne l’onustà delle colonne finemente cesellate, e all’improvviso lo si butta giù dalla torre con una pedata nel culo. Da quanto più in alto cadi, tanto più ti fai male.

  • Le battute: le costruisci o nascono di getto?

Le battute costruite di solito fanno senso.

  • I personaggi: ti rifai a quello che già conosci?

In modo smaccato, al limite del codice penale. Non faccio altro se non esasperare un carattere della persona in questione, quello più debordante, e lo faccio interagire con persone che non sopportano quella caratteristica. E glielo fanno notare, ovviamente.

  • Che valore dai nella vita al senso dell’umorismo?

Lo stesso che si dà alla poesia nella letteratura: è quel granello di pazzia senza il quale vivere sarebbe imprudente. È una frase talmente bella che, ovviamente, non è mia: Federico Garcìa Lorca si arrabbierebbe, se lo venisse a sapere…

  • Il senso dell’umorismo è un’inclinazione naturale o si può coltivare?

Si può coltivare, iniziando a prendere per il culo se stessi. Io ero un bambino estremamente permaloso e saccente, da piccolo. Adesso sono solo saccente. È un miglioramento.

  • Pensi che il genere umoristico sia abbastanza considerato in Italia?

No. Abbiamo pochi validissimi umoristi. A parte Stefano Benni, che come ho già detto in Italia è il top, ed è chiaramente restrittivo definirlo un umorista, penso a Fabio Bartolomei e a Flavio Oreglio. Senza dimenticare Giobbe Covatta, un altro notevole che però ormai si è dato completamente al teatro, e che resta uno dei pochi che mi fa sganasciare dalle risate. Per il resto, non vedo molto. Sembra che far ridere in Italia non sia una cosa seria.

  • Progetti futuri?

Un altro libro con il BarLume, sicuramente. Poi, non so. Sono abbastanza volubile…

 

novembre 2013

 

a cura di Alice Di Stefano

 

 

Alice

Alice

Dopo la laurea, il dottorato, l’assegno di ricerca (un breve periodo di attività come giornalista sportiva free lance, diverse pubblicazioni scientifiche e numerose comparsate al cinema), ha insegnato letteratura all’università. Poi, conquistata dal mondo dell’editoria e soprattutto dall'editore, ha iniziato a lavorare alla Fazi, in cui è editor dal 2008, fino a dar vita a Le Meraviglie, uno spazio dedicato espressamente alla narrativa umoristica.

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“LECTIO MAGISTRALIS”: IL DIALOGO SATIRICO VINCITORE DEL CONCORSO DI FAZI E SCUOLA OMERO

“LECTIO MAGISTRALIS”: IL DIALOGO SATIRICO VINCITORE DEL CONCORSO DI FAZI E SCUOLA OMERO

 

 

Cosa succede quando un autore cresciuto tra i banchi di una scuola di scrittura pubblica un libro dalla comicità travolgente per una casa editrice di qualità? Succede che tutti lo vogliono imitare. Proprio per questo Fazi e Scuola Omero, in occasione dell’uscita di Pronto, France’? di Massimiliano Ciarrocca, hanno ideato un concorso di brevi dialoghi satirici ispirati a fatti di cronaca o a personaggi storici. Al concorso hanno aderito decine di partecipanti. Tra questi, sono stati scelti due autori, che si sono aggiudicati una copia della preziosa opera letteraria. A Marco Moroni, il secondo classificato, è andata inoltre una bottiglia di ottimo vino, mentre a Giovanni Franchini, il vincitore, è toccata la prestigiosa pubblicazione su questo blog.
Leggete quindi “Lectio Magistralis”, racconto ispirato alla vicenda del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, invitato a tenere una lezione all’università la Sapienza di Roma, fatto che ha ricoperto di critiche il Rettore, esponendolo a tutta una serie di facezie e scherzi telefonici immaginari.

LECTIO MAGISTRALIS Di Giovanni Franchini

DRIN
– Pronto!
– Buongiorno! Parlo con il Rettore della Sapienza?
– Si chi è?
– Buongiorno Rettore, chiamo dall’istituto di Diritto Tributario. Volevamo avvisarla che oggi è in programma una lectio magistralis di Silvio Berlusconi sulla Fedeltà al Fisco.
– Andate affanculo stronzi!
DRIN
– Pronto?
– Buongiorno Rettore, volevamo avvisarla che oggi alla cattedra di Scienze dell’Alimentazione c’è Hannibal Lecter con la Lectio magistralis “Mangiare proteine allunga la vita”.
– AVETE ROTTO IL CAZZO! Ho già spiegato che non ne sapevo niente! State attenti che vi querelo!
DRIN
– Pronto?
– Buongiorno Rettore, qui è il Dipartimento di Storia. Volevamo avvisarla che il seminario su “Tolleranza e rispetto di religioni ed etnie” oggi prevede l’intervento di Gustav Kaiser Goering, l’ultimo sopravvissuto delle SS.
– BASTARDI IO VI AMMAZZO, SMETTETELA SUBITO. Chi parla eh? io t’ammazzo stronzooooo!
DRIN
– Pronto?
– Buongiorno Rettore, qui è il dipartimento di Neurologia, le ricordiamo che oggi si consegnano i Master di eccellenza agli specializzati. Il Mago Otelma ci terrebbe ad averla al suo fianco mentre premia i laureati.
– Vi prego….basta….vi supplico….non ne sapevo niente di Schettino ve lo giuro….basta….
DRIN
– Pronto?
. Hello? Mr Rettore of the Sapience? We call from Harvard University, Volevamou ourganizzaure with the Sapience un seminarioh su “Geni del XXI Seucolo”, ha per casou il numerou di cellulaure di Renzo Bossi, il Trouta? AHAHAHAHAHAHAHAHAHA
– Ma perché…perché….(piange)
DRIN
– Pronto?
– Rettore, qui è Il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica!
– Basta non ce la faccio più! Mi dimetto, va bene?
– Oggi non è possibile Rettore, all’ingresso l’attende un automobile.
– E dove devo andare?
– Al convegno in corso oggi ai Mercati Generali. L’attendono per l’intervento finale su: “Raddrizzare le banane per un imballaggio più efficiente”. Chi meglio di lei?

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INTERVISTA A STEFANO BENNI

INTERVISTA A STEFANO BENNI

 

Indiscusso protagonista della scena letteraria contemporanea, Stefano Benni è autore di numerosi libri caratterizzati da uno stile unico e un’evidente volontà satirica tra cui Terra!, Comici spaventati guerrieri, La compagnia dei Celestini, Elianto, Bar Sport, Saltatempo, La traccia dell’angelo.

  • Cosa leggi in genere?

Di tutto, sono onnivoro.

  • Quali sono i tuoi autori preferiti?

Quelli che rileggo sempre.

  •  Un libro che ami e che avresti voluto scrivere tu?

Forse Lolita.

  • Lo scrittore umoristico preferito?

Tantissimi. Ultimamente adoro Orkeny, un ungherese poco conosciuto in Italia.

  • Quando scrivi, quali sono i tuoi modelli?

Non ho modelli.

  • Che tipo di humour prediligi?

Quello che mi sorprende, quello che non mi aspetto.

  •  

    Le battute: le costruisci o nascono di getto?

Non sono un umorista da battute, preferisco raccontare.

  • Che valore dai nella vita al senso dell’umorismo?

Moltissimo. Specialmente negli altri. Mi è difficile frequentare gente che ne è priva.

  • Il senso dell’umorismo è un’inclinazione naturale o si può coltivare?

Per metà è un dono inconscio, per metà è una tecnica precisa

  •  

     Pensi che il genere umoristico sia abbastanza considerato in Italia?

Più di vent’anni fa. Ma se ne parla sempre in modo assai semplificato-

  •  Progetti futuri?

Teatro

A cura di Alice Di Stefano

Alice

Alice

Dopo la laurea, il dottorato, l’assegno di ricerca (un breve periodo di attività come giornalista sportiva free lance, diverse pubblicazioni scientifiche e numerose comparsate al cinema), ha insegnato letteratura all’università. Poi, conquistata dal mondo dell’editoria e soprattutto dall'editore, ha iniziato a lavorare alla Fazi, in cui è editor dal 2008, fino a dar vita a Le Meraviglie, uno spazio dedicato espressamente alla narrativa umoristica.

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