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“LECTIO MAGISTRALIS”: IL DIALOGO SATIRICO VINCITORE DEL CONCORSO DI FAZI E SCUOLA OMERO

“LECTIO MAGISTRALIS”: IL DIALOGO SATIRICO VINCITORE DEL CONCORSO DI FAZI E SCUOLA OMERO

 

 

Cosa succede quando un autore cresciuto tra i banchi di una scuola di scrittura pubblica un libro dalla comicità travolgente per una casa editrice di qualità? Succede che tutti lo vogliono imitare. Proprio per questo Fazi e Scuola Omero, in occasione dell’uscita di Pronto, France’? di Massimiliano Ciarrocca, hanno ideato un concorso di brevi dialoghi satirici ispirati a fatti di cronaca o a personaggi storici. Al concorso hanno aderito decine di partecipanti. Tra questi, sono stati scelti due autori, che si sono aggiudicati una copia della preziosa opera letteraria. A Marco Moroni, il secondo classificato, è andata inoltre una bottiglia di ottimo vino, mentre a Giovanni Franchini, il vincitore, è toccata la prestigiosa pubblicazione su questo blog.
Leggete quindi “Lectio Magistralis”, racconto ispirato alla vicenda del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, invitato a tenere una lezione all’università la Sapienza di Roma, fatto che ha ricoperto di critiche il Rettore, esponendolo a tutta una serie di facezie e scherzi telefonici immaginari.

LECTIO MAGISTRALIS Di Giovanni Franchini

DRIN
– Pronto!
– Buongiorno! Parlo con il Rettore della Sapienza?
– Si chi è?
– Buongiorno Rettore, chiamo dall’istituto di Diritto Tributario. Volevamo avvisarla che oggi è in programma una lectio magistralis di Silvio Berlusconi sulla Fedeltà al Fisco.
– Andate affanculo stronzi!
DRIN
– Pronto?
– Buongiorno Rettore, volevamo avvisarla che oggi alla cattedra di Scienze dell’Alimentazione c’è Hannibal Lecter con la Lectio magistralis “Mangiare proteine allunga la vita”.
– AVETE ROTTO IL CAZZO! Ho già spiegato che non ne sapevo niente! State attenti che vi querelo!
DRIN
– Pronto?
– Buongiorno Rettore, qui è il Dipartimento di Storia. Volevamo avvisarla che il seminario su “Tolleranza e rispetto di religioni ed etnie” oggi prevede l’intervento di Gustav Kaiser Goering, l’ultimo sopravvissuto delle SS.
– BASTARDI IO VI AMMAZZO, SMETTETELA SUBITO. Chi parla eh? io t’ammazzo stronzooooo!
DRIN
– Pronto?
– Buongiorno Rettore, qui è il dipartimento di Neurologia, le ricordiamo che oggi si consegnano i Master di eccellenza agli specializzati. Il Mago Otelma ci terrebbe ad averla al suo fianco mentre premia i laureati.
– Vi prego….basta….vi supplico….non ne sapevo niente di Schettino ve lo giuro….basta….
DRIN
– Pronto?
. Hello? Mr Rettore of the Sapience? We call from Harvard University, Volevamou ourganizzaure with the Sapience un seminarioh su “Geni del XXI Seucolo”, ha per casou il numerou di cellulaure di Renzo Bossi, il Trouta? AHAHAHAHAHAHAHAHAHA
– Ma perché…perché….(piange)
DRIN
– Pronto?
– Rettore, qui è Il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica!
– Basta non ce la faccio più! Mi dimetto, va bene?
– Oggi non è possibile Rettore, all’ingresso l’attende un automobile.
– E dove devo andare?
– Al convegno in corso oggi ai Mercati Generali. L’attendono per l’intervento finale su: “Raddrizzare le banane per un imballaggio più efficiente”. Chi meglio di lei?

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AVRAI UN EDITORE!

AVRAI UN EDITORE!

«Ciarrocca?».
«Sì?».
«Sono Mario, il segretario di Gesù. Posso passarti il Messia?».
«Certo».
«A Masime’! Ero io, t’ho fatto uno scherzo. Non m’avevi riconosciuto?».
«No… Chi sei?».
«Come chi so’? So’ Gesù, no?».
«Ah, Gesù. Ciao».
«Marioilsegretario. Tè piaciuta la rima?».
«Beh, non è che l’avessi proprio colta, ecco…».
«Sì, infatti non ride mai nessuno. Devo trova’ una battuta più carina me sa. Me devo inventa’ qualcosa».
«Forse sì, non so».
«Comunque Masime’, stiamo anda’ alla grande. Papà s’ammazza dalle risate quando gli leggiamo i testi. Se diverte come non se divertiva da qualche migliaio de anni. L’ultima volta che l’hanno visto così stava a annafia’ la terra».
«Cioè?».
«Cioè, il diluvio universale. Annaffiàlaterra, t’è piaciuta?».
«Sì, carina».
«Beh, comunque se diverte. E se Dio se diverte te dico, ce guadagniamo tutti».
«Sono contento».
«Stai a fa’ proprio un bel lavoro. Poi un sacco de condivisioni, la gente te segue. E la cosa bella è che te seguono un sacco de cristiani».
«Sì, sorprende anche me».
«Io lo sapevo, te l’avevo detto. Comunque ascolta, in verità te dico, tra qualche giorno te chiamerà un editore che è interessato. Un editore vero».
«Chi è?».
«Non te li posso di’. Comunque tu mantieni un profilo basso, chiappe strette e stai umile. Non anda’ in giro a di’ che parliamo che sennò te rinchiudono, capito?».
«Va bene. Senti, Gesù. Un giorno avrò anche dei soldi da tutto questo? Lavoro un sacco e fino ad ora non ho visto nulla…».
«Dei soldi non te preoccupa’, a quelli ce pensiamo noi».
«Mi avete detto così anche 6 mesi e fa e ancora non vedo niente».
«Ciarro’, non cominciamo a buttarla sui soldi che quando se parla de soldi me girano, lo sai».
«E’ che io in qualche modo devo sopravvivere, pagare il mutuo, mantenere la famiglia».
«Stringi la cinghia Ciarro’. Ma stai tranquillo. Te servono pani? Pesci?».
«Puoi mandarmeli?».
«Che scherzi? Mica gestisco un negozio de alimentari. Comunque continua così che andiamo bene».
«Io continuo, ma voi ricordatemi di me».
«E come facciamo a scordarci? Ah, senti, me stavo a dimentica’».
«Dimmi».
«Me lo fai un pezzo per mamma che non se vede mai nei pezzi tuoi?».
«Tua madre Maria?».
«Esatto».
«Richieste particolari?».
«Fai come te pare. Basta che ci sia lei, capito?».
«Ci provo».
«Dai, che Mamma è contenta. Tra un po’ è il compleanno suo».
«Va bene».
«Grande Ciarro’. Ce sentiamo presto. Ciao!».
 

papaCS5ok

 

Massimiliano Ciarrocca

Pronto France’

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca è nato a Roma nel 1979. Allievo della scuola di scrittura Omero, collabora con la rivista Mag O, per cui ha pubblicato diversi articoli e racconti. E’ autore del racconto Le gocce a migliaia, forse a milioni da cui è stato tratto il cortometraggio omonimo. Il dialogo Un funerale dignitoso è stato premiato da Sergio Donati per il concorso “c’era una volta il west, ma c’era anch’io”. Un suo dialogo tra Dante e il suo editor diventerà una trasmissione a cura di Carlo Lucarelli. In rete, i suoi dialoghi satirici, sono condivisi centinaia di volte.

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LA FINE DI RATZINGER

LA FINE DI RATZINGER

 

FEBBRAIO 2013

«Jo’?».
«Chi è?».
«Gesù».
«Altissimo, mi inchino alla tua sant…».
«Sì, sì. Senti Jo’, ieri sera c’è stato il consiglio dei santissimi e qui stanno tutti avvelenati. Papà è stato zitto tutto il tempo. Lo sai che vuol di’ quando papà sta zitto Jo’?».
«No».
«Beh, te dico che l’ultima volta che è stato zitto io so’ dovuto scende sulla terra».
«Crauti!».
«Che vuol di’ crauti?».
«In Germania si usa come voi usate l’espressione cavolo!».
«Bah. Vabbè. Comunque senti Jo’, me sa che la politica de riporta’ tutto al medioevo non ha funzionato. L’altro mese abbiamo venduto il 37% de ostie in meno. E considera che ormai la comunione in chiesa la fanno solo una piccola percentuale de estremisti».
«Piazza San Pietro è sempre piena Gesù».
«Piazza San Pietro non conta. Là ce vanno i fissati e quelli che non c’hanno niente da fa’. Le chiese so’ vuote, e questo proprio non ce lo possiamo permette. Dove li prendiamo i soldi poi?».
«Gesù, consentimi di dire che io sto riportando la chiesa alle sue origini, all’umiltà, alla fratellanza non necessariamente spettacolare».
«Ma che stai a di’ Jo’. Er cristianesimo è, e deve rimane’, uno sport.».
«Uno sport?».
«E certo. La fede, per i cristiani, se pratica solo nel weekend e solo per un’ora. E’ come la corsetta che fai la domenica mattina pe’ non sentitte in colpa della cena del sabato sera, capito?».
«Ma la fede è una cosa seria».
«Ma manco pe’ niente Jo’. La fede è tutt’altro che ‘na cosa seria. Io ho mai detto che bisogna esse seri quando se prega? Non me pare. Voialtri l’avete fatta diventa’ una cosa seria e, va detto che a livello de marketing ha pure funzionato. Solo che adesso la serietà non va più, i tempo so’ cambiati. Insomma Jo,’ se uno vuole fa’ un po’ de jogging la domenica mattina non lo puoi mica costringe a fa’ i cento metri in 8 secondi, sei d’accordo?».
«Mica tanto».
«Vabbè, lasciamo perde le metafore e stamme senti’. I cristiani se distinguono dagli altri religiosi perché non vogliono ave’ pensieri, capito Jo’? Vogliono ave’ il passaporto pe’ quando arriva er trapasso e stop. Dimme ‘na cosa. Lo sai perché le messe se fanno alle 11 de domenica?».
«Non saprei…».
«Perché così la gente non se deve sveglia’ presto e fa in tempo per anda’ a pranzo dalla suocera, capito? E prima de scappa’ dalla chiesa, se vogliono, passano al confessionale pagano er conto dei peccati e poi se rivedemo la settimana successiva».
«E la spiritualità?».
«Ma la spiritualità ognuno c’ha la sua. Mica puoi insegna’ la spiritualità alla gente, no?».
«Credo di essere inadatto a una visione simile».
«E infatti Jo’, senza falla troppo lunga, tocca che te ne vai».
«Dove?».
«Via».
«Via dove?».
«Ammazza Jo’, de coccio eh? Bisogna che dai le dimissioni».
«Ma… Come? Nessun Papa prima ha mai dato le dimissioni».
« Jo’, o così o come Papa Luciani. Che vuoi fa’?».
«Papa Luciani? In che senso?».
«Nel senso che se non vai, te mannamo via noi, capito? Che famo?».
«Beh, se la metti così vado».
«Bravo. Chiaramente te diamo la buonuscita eh? Mica siamo una multinazionale senza cuore…».
«Quando devo andare?».
«Boh, fai tu. Comunque prima è, meglio è».
«Entro un anno va bene Gesù?».
«Ma che sei matto? Io intendo domani, dopodomani al massimo. Tocca che te sbrighi».
«Chi verrà al posto mio?».
«Non te lo posso di’, ma è uno forte. Uno più forte de Karol».
«Più forte fisicamente intendi?».
«Seh, vabbè. Lascia perde Jo’. Senti, una cortesia, facciamo le cose con stile eh? Le dimissioni annunciale in latino, che tanto tu lo conosci bene».
«In latino? Ma così non mi capiranno».
«Ah ecco. Vedi? Le messe in latino sì e le dimissioni no?».
«Ma le messe sono una cosa diversa da un semplice atto come le dimissioni».
«Questo è tutto da vede’, ma siccome qui gestiamo noi tu annuncia il fattaccio in latino, che vedrai che qualche scalmanato te capisce».
«Devo usare una formula precisa in latino?».
«E chi lo conosce il latino Jo? Io so’ arabo. Cerca su Google che qualcosa trovi, vedrai. Me raccomando, non ce delude».

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca è nato a Roma nel 1979. Allievo della scuola di scrittura Omero, collabora con la rivista Mag O, per cui ha pubblicato diversi articoli e racconti. E’ autore del racconto Le gocce a migliaia, forse a milioni da cui è stato tratto il cortometraggio omonimo. Il dialogo Un funerale dignitoso è stato premiato da Sergio Donati per il concorso “c’era una volta il west, ma c’era anch’io”. Un suo dialogo tra Dante e il suo editor diventerà una trasmissione a cura di Carlo Lucarelli. In rete, i suoi dialoghi satirici, sono condivisi centinaia di volte.

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Giuda e Gesù vanno a vedere Jesus Christ Superstar

Giuda e Gesù vanno a vedere Jesus Christ Superstar

 
 
Gesù e Giuda vanno a vedere Jesus Christ Superstar al Sistina a Roma, il giorno di Pasqua.
All’uscita si concedono una birra.

“Bello eh?”
“Sì.”
“Aoh, quello che fa Gesù è un mito, eh Gesù?”
“Se se.”
“Pure la musica. Bravissimi.”
“Sì vabbè. Hai finito?”
“Ma che c’hai a Gesù?”
“Niente, che c’ho?”
“Boh. Me pare che te rode o me sbaglio?”
“Te sbagli.”
“Parli a mezza bocca, c’hai ‘na faccia nera.”
“Embè, vojo di’, te pare normale ‘sto spettacolo?”
“A me personalmente me pare un capolavoro.”
“Certo. Sei un paraculo sei.”
“Ma che c’hai se può sape’?”
“Senti a Giuda. Te rendi conto che pe’ come l’hanno costruita pare che il protagonista della storia sei tu?”
“Ah! Anvedi aoh. Ma che stai a rosica’?”
“No, ma che me frega. Figurate.”
“No no, tu stai a rosica’!”
“Ma la pianti che ce stanno a guarda’ tutti?”
“Aoh, anvedi. Rosicone non te ce facevo proprio.”
“Abbassa la voce demente.”
“Mo’ perché devi offende scusa?”
“Perché sei un demente, ecco che sei.”
“Senti a Gesù, fatte di’ ‘na cosa. Ce l’ho qua sullo stomaco da dumila anni e mo’ te la vojo proprio di’.”
“Abbassa la voce t’ho detto.”
“Che fai te vergogni dell’amichetto tuo?”
“Controllati per favore.”
“Ah sì? Tu rosichi pe’ la struttura narrativa de Jesus Christ Superstar, e io non posso di’ niente su tutto ‘st’impiccio che ve siete inventati tu e quel fenomeno de tu padre a spese mie?”
“Ma che stai a insinua’, scusa?”
“Che m’avete messo in mezzo, ecco che sto a insinua’. Che siete er gatto e la volpe tu e tu padre.”
“Giuda, date ‘na regolata fai il favore.”
“Se non te vendevo io ai Romani, come m’ha chiesto tu padre tra l’altro, tu eri un signor nessuno amico mio.”
“A coso, ma come te permetti?”
“A Gesù, Giovanni Battista te dava ‘na pista. Era bianco, più bello e parlava senza sbaglia’ i congiuntivi. Solo che lui è morto vecchio e tu giovane. E se non te vendevo io pe’ trenta denari alle guardie bello de casa, tu campavi novant’anni e lo sai chi eri mo’? Er signor nessuno, ecco chi eri. E io sarei morto sereno e beato.”
“Ah, cioè, famme capi’. Te dovrei ringrazia’ perché m’hai fatto crocifigge?”
“No, ringrazia tu padre. È lui che scrive tutto no? A me me dovresti ringrazia’ perché pe’ colpa tua so’ finito appeso a ‘n’albero come er peggio de tutti. Dio non se può nomina’, io vengo nominato solo dopo la parola porco. Ho incontrato certi che pensavano che facessi de cognome Porco.”
“Vabbè, ho capito. Io vado.”
“Ah sì? Tu rosichi pe’ Jesus Christ Superstar e io non posso di’ niente che m’avete usato e buttato come un fazzoletto smocciolato? Te brucia la verità eh?”
“Ciao Giuda. Ci vediamo.”
“Sì, bravo. Vattene. Sei er mejo de tutti a girà le spalle. A codardo! Vie’ qua. Potevi scende dalla croce e fa’ vede’ chi eri no? Vieni, che parliamo! E voi che c’avete tutti da guarda’? Ve odio a tutti. Mortacci vostri.”

Nel pub tutti ridono, qualcuno urla “aoh, bevi de meno che te fa male”, ma la pinta di Giuda è ancora piena.

Massimiliano Ciarrocca

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Massimiliano Ciarrocca

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Massimiliano Ciarrocca è nato a Roma nel 1979. Allievo della scuola di scrittura Omero, collabora con la rivista Mag O, per cui ha pubblicato diversi articoli e racconti. E’ autore del racconto Le gocce a migliaia, forse a milioni da cui è stato tratto il cortometraggio omonimo. Il dialogo Un funerale dignitoso è stato premiato da Sergio Donati per il concorso “c’era una volta il west, ma c’era anch’io”. Un suo dialogo tra Dante e il suo editor diventerà una trasmissione a cura di Carlo Lucarelli. In rete, i suoi dialoghi satirici, sono condivisi centinaia di volte.

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