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Posted in I CONSIGLI DELLA NONNA

MAGARI TI AGGIUNGO SU F…

MAGARI TI AGGIUNGO SU F…

 

 

Serata estiva, esterno fiori di campo, qualche nuvola, una lingua felpata di umidità lì dove si è posata la pioggia. Va tutto bene. Ti stai annoiando da ore, ma va tutto bene.

Amici di amici di vecchissimi amici hanno proposto un giretto fuori città e capita l’occasione per fermarsi alla baracca fra i fiori di campo, mangiare l’anguria, parlare del tempo che cambia e “fortuna che ha smesso di piovere”.

Lei è un’amica di amici di vecchissimi amici, una ragazza giovane e pulita, un po’ incolore. L’hai pensato appena l’hai vista, appena l’hai sentita ridere con quei gorgheggi da soprano leggero. “Sei un po’ incolore” hai pensato. E ti sei presentata col tuo vocione tenorile al catrame, sbattendole davanti la tua chiassosa porzione di carne e di colori scuri e di gestualità scatenata.

Vi siete piaciute?

Vi siete piaciute, nonostante la diversità. Ti sei accorta che quella ragazza profuma di buono e ha un sorriso bianco e ingenuo che spalanca fossette ai lati della bocca. Un nome banale, piccole pause fra una parola e l’altra, opinioni sparse e moderate. Se sorride, lo fa con discrezione. Se mangia il cocomero si pulisce attentamente le mani a occhi bassi. Interviene poco nella discussione, ma dice la sua in maniera semplice ed educata.

Dopo poco avete capito di andare d’accordo e avete fumato una sigaretta insieme. Fuma anche lei, ma anziché frugare imprecando in una gigantesca borsa dai manici consumati (come te), infila a colpo sicuro la mano sottile in una piccola borsetta di pelle scura. Ragiona e ragiona bene, ha un certo acume da regalare fra un discorso e l’altro, fuma composta e si ferma a dieci tiri dal filtro mentre tu quasi mastichi gommapiuma arroventata.

Non ci usciresti mai assieme, ma è una brava personcina e ti ha fatto compagnia mentre il resto del gruppo divorava cocomero stravaccato su una panca. Ti ha parlato – parecchio – del suo cagnolino e delle attività sportive, di politica e di vacanze. E la serata è finita, lei è stata un piacevole diversivo e avete conversato gradevolmente.

Al momento dei saluti una voce dentro di te ti suggerisce che là fuori – dove i fiori abbassano la testa e l’asfalto confonde le vite di innumerevoli persone – sarà un caso improbabile incontrarla ancora. Non vi rivedrete, rimarrete un offuscato ricordo estivo e ognuna tornerà ai propri amici.

Ma lei, salutandoti, avanza una timida richiesta: “teniamoci in contatto”. Considerato che non daresti mai il tuo numero di telefono a una persona appena conosciuta (perché sei rimasta scottata da pregresse esperienze con venditori telefonici di libri e casse di vino) ti viene in mente un’unica cosa da dire. E la dici, interrompendoti a metà, con un rovinoso crollo dell’enfasi:

“Magari potrei aggiungerti su F…”

Ti fermi e resti a bocca aperta, ci pensi. Riconosci istintivamente il pericolo perché Facebook è il pericolo e tu lo sai. Non sai pressoché nulla della tizia che hai davanti, ma se la tua incauta mano andrà alla ricerca di un clic, lei saprà molto di te. Scoprirà che sbarchi il lunario scrivendo cose e forse si catapulterà a chiederti “dove sia possibile ordinare un (tremendo) libro che hai scritto nove anni fa”. Verrà a sapere che hai una nonna, un fratello, un fidanzato e di quelli apprenderà molte cose. Indagherà fra le foto della tua casa in campagna, in casi estremi potrebbe decidere di darti consigli sulla ristrutturazione. Scoprirà che canti in un coro gospel e potresti trovartela davanti mentre sei intenta a battere le mani con il corpo avvolto da una tunica bianca, per strada, durante una serata musicale.

Sei sicura di volerle dare una corsia preferenziale così ampia sugli affari tuoi? Perché forse, il numero di telefono, è il male minore.

“… acebook”.

Quando concludi la frase e le riveli il tuo nome, lo fai con la speranza che un nome così lungo non le rimanga impresso. Vi salutate e prendete direzioni opposte, in te si è acceso un fuocherello di speranza: “non vi sentirete mai, vi siete rivelate i nomi solo per educazione avendo passato la serata insieme. E la serata è finita”.

Due ore dopo hai una richiesta di amicizia lampeggiante e capisci che il tuo fuocherello di speranza interiore è solo l’effetto placebo di ogni errore che fai.

Lì per lì, tuttavia, cerchi di addomesticare la tua esagerata diffidenza e ti ripeti che quella ragazza è la persona più ordinaria sulla faccia della terra, non ti creerà problemi, starà al calduccio fra i tuoi contatti e non ti accorgerai nemmeno della sua presenza. Decidi di fare un piccolo giro di ricognizione fra le sue foto e tiri un sospiro di sollievo: vacanze al mare con le amiche, feste di laurea, foto con mamma e papà. Una vita semplice e lineare. Così ti rimproveri un po’ per la tua malignità: non puoi diffidare di tutti, sempre, così irragionevolmente. Sei proprio un orso, Maria Silvia, piantala!

Lei tace per ventiquattro ore, è una ragazza timida e lo è anche in rete. Tu dormi sonni tranquilli e dentro di te l’hai già dimenticata.

La mattina dopo, sulla home del noto social network, c’è una sfilza di post scritti dalla timida sconosciuta: un’esplosione disumana di contenuti che azzera totalmente la rilevanza delle notizie di cronaca. Sulla tua home c’è lei e lei, su Facebook, è abituata a urlare.

BASTA CON QUESTE COSEEEEEE inneggia lei, condividendo notizie sulla tassazione.

GLI UOMINI SONO TUTTI STR… strilla poco dopo lei scagliandosi furiosamente contro l’altro sesso.

IO VADO A DORMIRE, ANDATE TUTTI A FAN… è la sua personale buonanotte al mondo virtuale.

Mitragliate di parole, parolacce, punti esclamativi e vocali a caso dove “AAAAAAA” funge da urlo di battaglia. Uso sregolato del Caps Bloc, ettolitri di livore distillato in invettive contro chiunque, malsane eccitazioni davanti a foto di nudo maschile, idee cospiratorie di sorta, sostegno impulsivo di tutte le cause umanitarie che le capitino a tiro e post frenetici, con uno scarto di ventotto secondi netti fra uno e l’altro.

La timida ragazza che ti ha aggiunta su Facebook ha una doppia vita: nella sua seconda vita è una donna che strilla dalla mattina alla sera sbrodolando bile.

E siccome è troppo tardi per eliminarla dai tuoi contatti (e cominci ad avere paura di lei, adesso che hai letto come vorrebbe torturare con un punteruolo chi tratta male le tartarughe), resti impotente spettatore del madornale errore che hai fatto.

Fra le due, la più pazza sei tu.

Lo sei ogni volta che permetti a qualcuno di sbatterti in faccia la persona che vorrebbe essere a dispetto di quella che è realmente. Eppure lo sai che Facebook, su questo, ha costruito un impero.

Adesso resti lì, tramortita dagli sfoghi del tuo nuovo contatto, impotente spettatrice di una mutazione.

E non puoi nemmeno scrivere un liberatorio BASTAAAAAAA perché non è nel tuo stile.

È nel suo.

Maria Silvia Avanzato

Maria Silvia Avanzato

Nata a Bologna nel 1985, ha vinto numerosi concorsi letterari con racconti e romanzi scritti a partire dall’età di cinque anni tra cui "Ratafià per l’assassino", "Granturco su foglia di the", "L’età dei lupi", "Cipria Vaniglia" e "Il morso degli angeli". Scrive articoli per il web, soggetti teatrali e testi musicali. Le piace oscillare fra ironia e noir e convive con un editor inflessibile dai ferrei giudizi: sua nonna.

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FATTI DI UN’ALTRA PASTA

FATTI DI UN’ALTRA PASTA

 

 

Suo fratello è di un’altra pasta
Sua moglie è di un’altra pasta
Suo cognato è di un’altra pasta.
Non faccio che pensare a frasi del genere davanti allo scaffale della pasta. Allora mentre scelgo tra i fusilli, le tagliatelle, le mezze penne e gli spaghetti, mi sento un nazista che separa una famiglia.
Oggi prendo mezzo chilo di sua sorella e un pacchetto da un chilo di suo zio.
La commessa mi guarda perplessa. Cacchio, fa rima…. L’addetta alle vendite mi guarda perplessa. Mai visto uno che sta dieci minuti a guardar le paste. Mi deve aver preso per matto.
E un po’ lo sono perché ho in mano uno schemino in excel con gli ultimi acquisti di carboidrati, per equilibrare l’uccisione delle linguine a quella farfalle. Si sa mai che bilanciare il genocidio favorisca il paradiso.
Di fianco a me c’è un uomo che fa la stessa cosa con gli alcolici. Prende un Franciacorta, lo gira, legge l’etichetta, poi guarda il prezzo e lo rimette a posto.
Un altro fa lo stesso coi formaggi. Ne prende un pezzo, lo guarda sopra e sotto, lo annusa senza farsi vedere. Con le creme per la pelle, poi, le usmate si sprecano. C’è una ragazza che le sta provando una a una, consumandosi il naso.
Sembriamo piccoli maniaci al supermercato. Ci penso, e scoppio a ridere.
La cassiera mi guarda come fossi Jack Torrance di Shining.
Wendy, honey, sono a casa….

Alessio Mussinelli

Alessio Mussinelli

Alessio Mussinelli, 27 anni, è nato e vive in provincia di Bergamo, a due passi dal lago d’Iseo. Laureato in Lettere, ha conseguito il Master in scrittura presso l’Università Cattolica di Milano. Appassionato di dolci e Fai-da-te, è tastierista in un gruppo di musica da ballo. "Nemmeno le galline" (in uscita a settembre) è il suo primo romanzo.

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LA RAGAZZA DI SCAMPIA (ESTRATTO)

LA RAGAZZA DI SCAMPIA (ESTRATTO)

THE TRIP

Napoli, intorno alle 8.00

Tra la fermata di Montesanto e il palazzotto grigio e scrostato dove al terzo piano ha sede l’UOPS, l’Unità Operativa Progetti Speciali dell’undicesima municipalità del Comune di Napoli dove io lavoro, con le ringhiere dei balconcini mezzo arrugginite, gli infissi in alluminio anodizzato e il tubo di scarico arancione a vista lungo la facciata, al numero ventinove di vico San Demetrio, ci sono circa quindici/venti minuti di cammino a piedi, dipende dal passo a cui andate. È durante quei quindici/venti minuti che la mia apoteosi quotidiana ha luogo.
Già sulle scale mobili della stazione della metro tiro fuori con calma il mio lettorino MP3 da una tasca laterale della borsa. Con calma ne svolgo il filo arrotolato degli auricolari infilandomeli uno per orecchio. Li giro un po’ di qua e di là, faccio pressione col dito per sistemarli bene e far sì che pòmpino al meglio dentro i miei padiglioni auricolari.
Poi, una volta arrivato su in cima, non appena sono fuori, all’aperto, nell’aria fresca del mattino che mi accoglie all’uscita della stazioncina di Montesanto con un bagno di luce vivida, tasto PLAY e via: non ci sono per nessuno adesso, signori, questo quarto d’ora è solo mio! Esistiamo solo io, la mia falcata dritta e la mia musica sparata a tutto volume, come un tappeto di polvere d’oro su cui scivolare dentro il mio luccicante sogno hollywoodiano: voi che leggete, benvenuti nel mio nirvana quotidiano!
Non vi fate subito strane idee, però. Niente Radiohead e niente Anthony and the Johnsons da queste parti e in queste cuffie. Niente nomi giusti e gusti ricercati, di chi di musica ne capisce. E se per caso cercaste l’ammiccamento complice al gruppetto di intenditori ed happy few di cui fate parte, bè, qui non siete ammessi, mi spiace. Non è posto per voi, questo. Qui tutte le mattine si celebra la geometrica potenza del gusto medio omologato. Qui si canticchiano motivetti internazionali facili e orecchiabili. Qui si attinge l’illuminazione satori on the street a botte di Madonna, Jennifer Lopez e Celine Dion.
Perché, se non avete mai attraversato la Pignasecca verso le otto di mattina, mentre fluite a valle verso piazza Carità insieme alla fiumana di studenti studentesse motorini cani randagi ambulanze travestiti cingalesi e infermieri del Pellegrini, tutto questo mentre Jenny Lo vi pompa ossessiva nelle orecchie Don’t be fool by the rocks that I got/I’m still, I’m still Jenny from the block…; se non siete mai passati accanto alle ceste di alici molluschi e tranci di pesce spada della Pescheria Azzurra mentre dietro di voi una SAAB 9000 larga quanto due letti matrimoniali appaiati suona il clacson a ripetizione per farsi largo tra la folla che sciaborda nella via stretta tra il marciapiede e la carreggiata, e nel frattempo Madonna sta tirando l’acuto prima del refrain di Papa don’t preach; se non siete mai passati davanti alle scale della Posta Centrale col sole o con la pioggia, mentre la potente voce di Celine Dion stile Titanic vi solleva e vi porta giù verso Monteoliveto, e poi vi spara in tromba nei vicoletti attorno a Donnalbina: bene, se non avete mai fatto almeno una di queste esperienze, allora signori, non mi venite a rompere i coglioni voi e tutto il vostro armamentario psichedelico anni Sessanta!
Eccolo il mio paradiso artificiale, il mio piccolo grande trip quotidiano! È lì che risorgo onnipotente ogni mattina. Onnipotenza dell’oblio, forse, o perlomeno di una certa smemorata trasognanza. Ma è lì che ogni mattina nascono e si sviluppano i germi di tutti i miei più ambiziosi sogni di gloria, di riscatto e di rivalsa. Io benedico, sissignori benedico, la santa e assoluta libertà del sogno ad occhi aperti, della fantasticheria più abusiva, gratuita e spudorata!
Voi non avete idea di quanti cortometraggi giri questa mia testa in quella manciata di minuti tra la metro e l’ufficio; quanti romanzi brevi e racconti lunghi, o viceversa, concepisca, scriva e pubblichi, quest’uomo; quanti applausi e premi e assegni riscuota; quante mani stringa e sorrisi ricambi. E quante donne seduca anche, col suo fascino da scrittore tenebroso ed inquietante che attraversa la città con la sua dritta falcata, gli occhiali scuri e le cuffiette dell’mp3 affondate nelle orecchie! Chi sarà mai costui? Quali segreti egli porta stretti in petto dietro le falde del suo spolverino blu? E in quella borsa nera che porta a tracolla, quali potenti e vigorosi ed impensati manoscritti egli reca con sé? Dietro gli occhiali imitazione Ray-Ban dalle lenti scure, cosa staranno scrutando i suoi occhi? Quanti personaggi e storie e intrecci, le facce delle persone che la sua dritta falcata incrocia gli staranno suggerendo? E da quei suoi auricolari bianchi, quali musiche misteriose si staranno riversando dentro le sue orecchie, ad ispirargli nuove e più ardite rappresentazioni?

Francesco Mari

Francesco Mari è nato nel 1966 a Napoli, città dove vive e lavora.

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L’OROSCOPO DELLO SCRITTORE IN ERBA, 2 – 9 LUGLIO

L’OROSCOPO DELLO SCRITTORE IN ERBA, 2 – 9 LUGLIO

capricorno-col-100ARIETE

Il nuovo capitolo del vostro romanzo sembra finalmente funzionare, anche se adesso vi tocca ammazzare almeno tre personaggi inutili: lo zio del proprietario del negozio di vini, la sorella della maestra della piccola Susanna e la porno diva accattivante del quinto piano. Anche perché siete a pagina 700. Chi pensate che legga una cosa tanto lunga? Chi siete, Stephen King? Leggete il diario segreto del vostro partner, avrete nuovi inquietanti spunti.

toro-col-100TORO

Il confronto con i vostri amici è importante, cercate però di non superare i limiti. Qualcuno potrebbe dirvi quello che pensa veramente delle cose che scrivete. Venere vi aiuterà a stilare un bel racconto erotico che però vi metterà nei guai con vostra moglie. Sarebbe buona cosa non usare i nomi veri per descrivere l’esperienza in cantina con vostro cugino. Anche perché quello che avete combinato là sotto è un reato punibile per legge. Rileggete I Promessi sposi, vi aiuteranno a dormire.

gemelli-col-100GEMELLI

Giove e Marte continuano a farvi chiudere Word in modo inaspettato. Non è un gran danno, visto che l’unica cosa che vi è venuta in mente è il titolo del vostro romanzo rosa. La cosa però vi farà passare del tutto l’ispirazione. La Luna consiglia di uscire e comprarvi carta e penna, che fa anche tanto scrittore vero. Non lasciate il vostro lavoro di facchini o simili, vi servirà ancora per molto, molto tempo. Almeno fino alla pensione che, come avrete intuito, per i nati dopo il 1965 non esiste più. Rileggete I Quindici e fate tutta quella roba inutile, tipo gli aeroplani di carta. Con le pagine che avete scritto in questi anni.

cancro-col-100CANCRO

Giove e Venere fanno di tutto per farvi sentire depressi. Tutto quello che avete scritto non vi piace e tutto quello che vi viene in mente non vi convince. Per questa settimana soprassedete e resistete alla tentazione di cancellare tutto. Quegli scritti avranno un qualche valore, un giorno, per chi cerca di capire cosa vi passa per la testa. Rileggete un manuale di cucina e poi quello della dieta Dukan. E’ proprio una cosa da gente del Cancro. Non avete speranza.

leone-col-100LEONE

Nel vostro segno entra Plutone e, proprio grazie a lui, un editore vi chiamerà per farvi una proposta seria, che però non riguarda voi ma vostra moglie. A quanto pare scrive anche lei, anche se voi non lo sapevate. Pare sia anche bravina, visto che il contratto prevede un anticipo di 10.000 euro. Non sentitevi affranti: avere successo, quando si ha una moglie scrittrice, è molto più facile. Cominciate a buttare giù la sua biografia. Rileggete Il Giovane Holden e poi parlatene bene in giro. Fa molto fico/depresso.

vergine-col-100VERGINE

Sono Marte e il Sole a determinare questa settimana e, a causa loro, il soggetto che avete inviato per un importante concorso, finirà in un magazzino pieno di muschio e vecchie lettere di Poste Italiane. Questo evento vi insegna quanto sia importante stampare più copie delle cose che spedite. Anche fare un backup dei files non sarebbe una cattiva idea. Rimettetevi sotto, se ne avete la forza. Comunque non avreste vinto. Rileggete i testi di Battisti-Mogol e ripensate al passato. Che bello il passato!

bilancia-col-100BILANCIA

Non è colpa di nessuno se non riuscite a pubblicare. E’ inutile che continuate a tenere il muso a chiunque vi capiti sotto tiro. Voi della Bilancia non siete gli unici che non riescono a pubblicare. Vi basta leggere i destini degli altri segni. Eppure a voi la cosa pesa così tanto. Provate a buttare giù un romanzo su un romanziere che non riesce a pubblicare, poi rileggetelo. Visto quanto è noioso? Rileggete le vecchie ricette dello psichiatra, vi aiuterà.

scorpione-col-100SCORPIONE

Plutone, Marte e Giove si prenderanno gioco di voi. Mentre camminate per strada o poco prima che vi addormentiate vi arriveranno delle immagini fortissime, buone per svilupparci film, romanzi, racconti, opere teatrali. Poi, ogni volta che sederete davanti al computer, tutto svanirà come per incanto. E’ praticamente la storia della vostra vita. Concentratevi sui vostri figli, guardateli bene: siete sicuri che siano vostri? Rileggete E’ facile smettere di fumare se sai come farlo e poi comprate una pipa. Vi farà sembrare un detective anni ’30.

sagittario-col-100SAGITTARIO

Il vostro capo ufficio si è reso perfettamente conto di quello che combinate. Scrivere un romanzo al lavoro non è cosa buona per nessuno, e, alla fine, il licenziamento ve lo sarete meritato. E rimanere a casa la mattina non migliorerà le vostre capacità di scrittori. Non tentate di tornare in ufficio abusivamente, perché a quel punto potrete scrivere solo in galera. Rileggete il vostro diario delle superiori: dov’è andata a finire tutta quell’ispirazione?

ariete-col-100CAPRICORNO

Nettuno e Venere faranno di tutto per farvi riuscire nel vostro intento e alla fine otterrete una buona traccia per un soggetto che potrebbe diventare un buon film italiano, con Sorrentino e Frizzi protagonisti di una storia omosessuale. Una coppia che a voi sembra perfetta, nonostante il resto del mondo continui a ridere solo a sentire quei due nomi. Rileggete un manuale di scrittura creativa qualsiasi, così magari capirete dov’è che sbagliate.

acquario-col-100ACQUARIO

Il posto che avete scelto per andare a scrivere in santa pace alla fine si rivelerà una pipinara di ragazzini che non fanno altro che urlare, ruttare e tirarsi incessanti e copiosi gavettoni d’acqua, che rischiano di bagnarvi il notebook. Proverete a disdire il bungalow ma il proprietario, un po’ per la crisi, un po’ per l’antipatia che generano tutti gli scrittori, non vorranno saperne di ridarvi i soldi. Visto che dovete rimanere lì per un po’, leggete Topolino. Vi farà sentire più piccoli.

pesci-col-100PESCI

Siete pronti a soddisfare le richieste della Luna leonina di lunedì e martedì? Beh, allora lasciate stare quel noir ambientato in Molise per due motivi molto importanti: 1) nessuno sa dove sia il Molise, nemmeno i molisani e 2) in Molise le cose noir non succedono affatto. Non è mica il Maine o Chicago o il Wisconsin. Piantatela, dice la Luna. Rileggete qualsiasi cosa, basta che lasciate stare.

 

 

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca

Massimiliano Ciarrocca è nato a Roma nel 1979. Allievo della scuola di scrittura Omero, collabora con la rivista Mag O, per cui ha pubblicato diversi articoli e racconti. E’ autore del racconto Le gocce a migliaia, forse a milioni da cui è stato tratto il cortometraggio omonimo. Il dialogo Un funerale dignitoso è stato premiato da Sergio Donati per il concorso “c’era una volta il west, ma c’era anch’io”. Un suo dialogo tra Dante e il suo editor diventerà una trasmissione a cura di Carlo Lucarelli. In rete, i suoi dialoghi satirici, sono condivisi centinaia di volte.

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L’ATTRAZIONE POCO GRAVITAZIONALE

L’ATTRAZIONE POCO GRAVITAZIONALE

 
 
Il motivo per cui certi oggetti si attraggano mi lascia perplesso, e parlo di oggetti che tra loro hanno poco nulla a che fare.
La scarpa e gli escrementi di cane. Non fai a tempo a sollevare lo sguardo verso il cielo che i due oggetti si incontrano, e siccome stai andando a un appuntamento galante e non ti va di trascinarti dietro il tanfo immondo di un pastore tedesco, corri ai ripari comprando un paio di scarpe lungo la strada, o cerchi di pulirle tra l’erba del parco e i fogli della free press che ti guardano stesi a terra con un’espressione tipo ehi tu che fai, non pulirmi addosso quella schifezza.
I pelumini e le giacche nere. Inseparabili amici. Più ne levi con il rotolo adesivo, più si formano. In modo esponenziale la notte prima del colloquio di lavoro. Così preferisci usare la giacca vecchia, quella che mettevi all’università e ha ancora l’alone di un paio di macchie di vomito del tuo amico Girolamo che s’è sentito male alla festa di laurea.
I pezzi di prezzemolo e le fessurine tra incisivi e canini. Mangialo dieci volte prima di tornare a casa e non ti succederà nulla. Mangialo una sola volta in compagnia della tua ex che è tornata single e ti ha contattato per un viaggio di alcool, sesso e marijuana ai caraibi, e ne avrai dei pezzi interi tra i denti. E siccome vuoi fare bella figura e convincerla che sei ancora l’uomo della sua vita, sfoggi un sorriso che credi a trentadue denti ma in realtà ne mostra solo ventiquattro.
Le gomme dell’auto e i chiodi, ma solo quando sei in autostrada, di notte, e hai il cellulare scarico. E sei a quattro chilometri dalla colonnina delle chiamate di emergenza, che solo poi scoprirai rotta.
Lo yogurt e i pantaloni nuovi. Anche se ti sei messo dodici strati di pellicola trasparente e ti sei incartato come un pacco di amazon, la goccia di yogurt bacerà i tuoi pantaloni nuovi proprio all’altezza del cavallo, conferendoti l’aspetto di un aspirante pornodivo senza speranze.
Ecco, di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe, e magari proseguiremo a elencarli. Nel frattempo fate attenzione allo spigolo della porta. Come attrae i mignoli quello, non li attrae nessuno.

Alessio Mussinelli

Alessio Mussinelli

Alessio Mussinelli, 27 anni, è nato e vive in provincia di Bergamo, a due passi dal lago d’Iseo. Laureato in Lettere, ha conseguito il Master in scrittura presso l’Università Cattolica di Milano. Appassionato di dolci e Fai-da-te, è tastierista in un gruppo di musica da ballo. "Nemmeno le galline" (in uscita a settembre) è il suo primo romanzo.

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